Campodarsego, la storia di una città a teatro

Un racconto da non perdere. È quello che sta dentro a “E il miracolo accadde”, in scena venerdì 31 maggio alle 21 al teatro Alta Forum in piazzetta don Pianaro. Una rappresentazione che è molto di più di uno spettacolo teatrale se si considera il lavoro che ha coinvolto ragazzi e ragazze dell’istituto comprensivo di Campodarsego grazie al Comune e alla Compagnia teatrale professionale Zelda e al suo direttore artistico Filippo Tognazzo.

Il racconto di un territorio passa inevitabilmente attraverso le vite dei suoi abitanti. Per questo motivo il Comune di Campodarsego ha intrapreso da tempo un percorso di valorizzazione della storia locale, volto a preservare dall’oblio il patrimonio immateriale, rafforzando al tempo stesso la coesione fra cittadinanza e territorio.

“Dopo aver indagato l’evoluzione di Campodarsego fra la seconda metà del 1800 (con la fondazione delle casse rurali, l’emigrazione, la creazione delle prime significative imprese) e la prima metà del 1900 (Prima e Seconda Guerra Mondiale, la Fornace, il consolidamento del tessuto industriale) – spiegano l’assessore alal Cultura, Fabio Marzaro, e il direttore artistico di Zelda, Filippo Tognazzo – la nostra attenzione si è concentrata sul periodo intercorso fra il suffragio universale del 1945 e l’avvento del nuovo millennio. Si tratta di un progetto di valorizzazione della storia locale, volto a preservare dall’oblio il patrimonio immateriale, rafforzando al tempo stesso la coesione fra cittadinanza e territorio”.

Un lavoro durato mesi che ha coinvolto i ragazzi ai quali è stato chiesto di intervistare genitori e nonni in merito a due ambiti specifici: l’evoluzione della condizione femminile e il cambiamento delle abitudini relative alle attività svolte nel tempo libero.

“Crediamo sia un’ottima occasione per facilitare il dialogo intergenerazionale e portare a conoscenza dei ragazzi storie famigliari, memorie e racconti – proseguono l’assessore Marzaro e il direttore artistico Tognazzo –. Il progetto è rivolto a tutti coloro che, pur non essendo originari di Campodarsego, vi risiedono attualmente”.

Nicoletta masetto

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