Decreto Dignità, aumentano le assunzioni a tempo indeterminato, diminuiscono quelle complessive

Sono questi i dati che emergono dall’analisi fatta dall’Associazione Artigiani Piccola e Media Impresa “Città della Riviera del Brenta”, nei periodi pre e post entrata in vigore della nuova normativa.

L’Associazione Artigiani, che conta nel comprensorio circa 900 aziende associate di tutti i comparti, ha registrato il fenomeno soprattutto nei settori della metalmeccanica e delle calzature.

“Con l’entrata in vigore del Decreto Dignità – spiega il segretario dell’Associazione Giorgio Chinellato – abbiamo osservato come prima della normativa, nel periodo che va dal gennaio 2018 al luglio 2018, ci fosse un totale di 207 assunzioni di cui 40 a tempo indeterminato. Successivamente le assunzioni a tempo indeterminato, sono passate da 40 a 50 cioè 10 in più, mentre le assunzioni complessive sono calate da 207 a 179, nel periodo che va da luglio 2018 fino a marzo 2019”. L’Associazione Artigiani registra così come le assunzioni a tempo determinato, siano passate da 105 del periodo pre decreto a 80 nel periodo post decreto.

“Il Decreto Dignità ha costretto tante aziende della Riviera del Brenta – spiega Chinellato- fra mille difficoltà, a scegliere la stabilizzazione del lavoratore assumendo a tempo indeterminato. Va detto comunque che di fatto una assunzione a tempo indeterminato è fatta ogni due a tempo determinato”.

L’effetto nei numeri registrati dall’Associazione Artigiani della Riviera è la diminuzione della flessibilità del lavoro e un aumento della sua stabilità. Sono crollati infatti anche i contratti con assunzioni “intermittenti” passate da 29 del periodo pre decreto a 12 nel periodo post decreto, mentre sono aumentati gli apprendistati passati da 33 complessivi a 37.

“L’Associazione – conclude Chinellato – registra con favore la stabilizzazione delle posizioni lavorative del lavoratore a patto che non creino forzature e difficoltà alle aziende e problemi organizzativi. Come Associazione inoltre siamo sempre stati favorevoli alla creazione di una rete di welfare e benessere sociale per il lavoratore allargata, per questo abbiamo introdotto fra i primi nell’area il welfare aziendale”.

 

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