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Il nuovo sindaco di Quinto di Treviso: “Priorità? Dare risposte ai bisogni delle periferie”

Partire dai più deboli. È questa la priorità che si è fissata il nuovo sindaco di Quinto di Treviso Stefania Sartori

Dal giorni dell’elezione il neo primo cittadino si è messa subito al lavoro e ha chiesto agli assessori della giunta uscente una relazione completa sulle attività degli ultimi 5 anni.

“Partiamo dal sociale pensando ai bisogni delle fasce più fragili della nostro comunità – dice – a cominciare dal tema della non autosufficienza, delle famiglie che assistono un anziano, della disabilità. E di chi magari ha perso il lavoro e fatica a ritrovare una nuova occupazione. Partiamo dai più deboli per garantire a tutti opportunità di migliorare la qualità della propria vita”.

Al momento in cui andiamo in stampa, Sartori non ha ancora completato la lista degli assessori. Unico punto fermo è Mauro Dal Zilio: l’ex sindaco andrà probabilmente a occupare la sedia del vice e avrà tra i referati quello relativo all’aeroporto.

“Sto facendo ancora le valutazioni del caso per mettere a punto la squadra che avevo in testa durante la campagna elettorale. Entro poco scioglierò ogni riserva”.

Si è data un obiettivo per i famosi “primi 100 giorni?

“Sì, ed è quello di acquisire una conoscenza dettagliata del territorio, in particolare delle aree periferiche più distanti dal centro e di cui voglio intercettare bisogni e istanze, da quelli più semplici a quelli più complessi”.

Facciamo un esempio.

“Direi su tutto la sistemazione delle strade. Si tratta di manutenzioni che possono sembrare di poco conto e che invece hanno una grande importanza per i cittadini: le asfaltature, la sicuIl sindaco Stefania Sartori rezza dei marciapiedi, l’illuminazione. Su quest’ultimo punto in particolare c’è un vasto progetto da completare per la messa in efficienza dell’illuminazione pubblica. Che significa più corpi illuminanti e soprattutto l’utilizzo delle tecnologie che ci consentono di poter sfruttare un considerevole vantaggio economico attraverso il risparmio energetico”.

Rimane una “grande incompiuta” lasciatale in eredità da Dal Zilio?

“Direi proprio di no. Io credo che per amministrare bene Quinto ci si debba porre in continuità con le scelte che sono state operate dal mio predecessore”.

Quali sono le questioni aperte che secondo lei hanno una particolare importanza?

“Oltre al sociale direi la sicurezza. Che significa lavorare come è stato fatto negli ultimi 10 anni per garantire un buon presidio del territorio”.

Il tema dell’immigrazione?

“A Quinto vivono tanti stranieri perfettamente integrati. Chi lavora e rispetta le regole è il benvenuto. Se invece parliamo della cosiddetta questione dei migranti mi pare che lo scenario generale, grazie al nuovo governo, sia cambiato in maniera radicale. Quello che succedeva prima, cioè l’arrivo improvviso e senza preavviso di stranieri che venivano di fatto imposti alle comunità secondo i meccanismi della cosiddetta accoglienza emergenziale, è un fenomeno che mi pare sia venuto meno”.

Dal Zilio resta in giunta: non sarà una presenza ingombrante?

“Al contrario, direi che Mauro porta un valore aggiunto in termini di esperienza e capacità che sicuramente ci aiuterà a fare bene”.

Denis Barea

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