Mirano: un’app della Polizia contro illegalità e bullismo

La lezione delle forze dell’ordine, con la presenza del vice questore Enrico Aragona, ha coinvolto 120 studenti tra i 16 e i 18 anni

Battesimo nel Miranese di You Pol, la app della Polizia che offre ai ragazzi la possibilità di denunciare situazioni di illegalità con lo smartphone.

Comune, Questura di Venezia e Sert hanno lanciato l’iniziativa all’Engim dell’istituto Costantino di Mirano, primo dell’ex Ulss 13 a diffondere la app tra i propri studenti per contrastare bullismo e spaccio di droga. Ai ragazzi la sfida lanciata dal vice questore Enrico Aragona è “distinguetevi, non siate passivi, non subite”.

Effettivamente la app dà loro la possibilità, anche in maniera anonima, di essere protagonisti della loro vita e di fare la loro parte per contribuire a creare quella sicurezza partecipata che secondo istituzioni e forze dell’ordine è fondamentale per tutelare i più deboli. Il telefonino diventa strumento per segnalare violenze e spaccio tra i muri di scuola o nella cerchia degli amici, senza temere ritorsioni.

L’obiettivo non è creare studenti spioni, ma responsabilizzare i giovani a non voltarsi dall’altra parte. Sono stati 120 studenti, tra i 16 e i 18 anni i primi destinatari della lezione del dirigente della Polizia di Stato, che ha coinvolto anche Sert, Comune ed educatori di strada.

“È il primo intervento – ha detto l’assessore al Sociale di Mirano Gabriele Petrolito – per promuovere la cultura della legalità e della responsabilità verso sé stessi e gli altri, smuovendo il clima culturale inquinato che fa percepire come accettabile l’uso di stupefacenti e alcool e la violazione delle regole della vita sociale”.

Per Massimiliano Cacco, dirigente dell’Engim: “Oggi ai giovani non bastano conoscenze tecniche e professionali, dobbiamo aiutarli nel percorso di crescita per diventare cittadini consapevoli di diritti e doveri, in grado di assumersi le proprie responsabilità”. “Per noi – ha detto Aragona – è importante entrare in rapporto diretto con gli attori che interagiscono nel territorio per potere conoscere tutti gli aspetti della realtà sociale e promuovere la sicurezza partecipata coinvolgendo tutti”.

Dai ragazzi, commenti positivi: “Non è stata la solita lezione – hanno detto – abbiamo capito quanto è importante essere noi stessi, e non schiavi delle masse. Le istituzioni sono molto più vicine di quello che pensavamo e si occupano di noi giovani. Questo ci dà sicurezza”.

Filippo De Gapari

Lascia un commento