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Montagnana ospedale “quasi salvo”

Mantenuti il Punto di primo intervento e la Riabilitazione

L ’ospedale di Montagnana perde un reparto, ma poteva andare peggio. Nella programmazione sanitaria futura, la Regione Veneto aveva infatti previsto di far emigrare dall’ospedale della città murata i due reparti di Lungodegenza e Riabilitazione (40 posti letto totali) e il Punto di primo intervento.

A salvare la struttura sanitaria, durante la discussione delle schede ospedaliere, è stata la mobilitazione di sindaci e parti politiche che si è tradotta in un emendamento firmato dal consigliere regionale Massimiliano Barison (Fratelli d’Italia).

Barison, sollecitato dai sindaci, ha chiesto il mantenimento del Punto di primo intervento h 24 e soprattutto dei 18 posti letto di Riabilitazione.

Nell’approvazione delle schede sono state recepite entrambe le richieste, “consapevoli delle difficoltà della mobilità nel territorio del Montagnanese in attesa del completamento della nuova Sr 10”. E’ stato inoltre deciso che la permanenza nelle strutture di comunità potrà essere prolungata da 30 a 60 giorni senza costi per i pazienti qualora entro i 30 giorni non siano stabilizzati.

In un ospedale di comunità, infatti, il secondo mese di ricovero è a pagamento e al terzo è comunque obbligatoria la dimissione del paziente. Nonostante l’addio ad un reparto che era considerato fiore all’occhiello della città murata, Lungodegenza, i sindaci si dicono soddisfatti: “Il risultato che abbiamo ottenuto premia un intenso lavoro di squadra tra i sindaci che hanno spiegato in modo efficace e appassionato ai rappresentanti regionali le problematiche del Montagnanese”, commenta Loredana Borghesan di Montagnana.

Nicola Cesaro

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