Rovigo: “Serve un confronto per l’edilizia”

Il presidente Ance, Paolo Ghiotti, ricorda i capisaldi contenuti del manifesto dell’associazione, come visione del futuro e identità, e chiede un fronte comune e un nuovo approccio: “Serve una strategia comune e condivisa per la rinascita economica di Rovigo e del Poesine”

Paolo Ghiotti, presidente di Ance Rovigo, fa il punto sulle criticità di Rovigo, a livello di settore edilizio.

“La situazione in cui versa la città richiede un generale e comune impegno, individuando un nuovo approccio, fondato su una visione condivisa di sviluppo e su alcune priorità, intorno alle quali costruire un percorso virtuoso, in grado di aggregare competenze e idee su progetti innovativi, che abbiano al centro la consapevolezza del valore del tessuto imprenditoriale locale”.

Ghiotti, affiancato dal direttore di Civiltà di Cantiere, Alfredo Martini, ha richiamato i capisaldi metodologici del Manifesto-Appello diffuso dall’Associazione: “Dotarsi di una nuova identità territoriale, condividere una visione di futuro, costruire una progettualità in una logica di area vasta, prestare la massima attenzione al tessuto produttivo locale per una rinascita economica e sociale di Rovigo e del Polesine”.

È emersa l’importanza di trovare un’idea condivisa di sviluppo, a cui collegare una strategia necessaria che è mancata negli ultimi anni.

“La logica di rete, l’attenzione all’ascolto reciproco, l’importanza di trovare punti di incontro hanno fatto emergere l’urgenza di un profondo cambiamento nel modello di governo di Rovigo. La nuova amministrazione non potrà prescindere da un forte e ampio confronto in una logica di scambio e di condivisione delle proposte e delle soluzioni, sia tra pubblico privato, che tra i diversi livelli e soggetti istituzionali. Generale è stato il riconoscimento delle costruzioni come settore economico su cui puntare, superando logiche burocratiche a favore di una maggiore consapevolezza politica dei criteri e delle modalità di selezione negli appalti pubblici, che fino ad oggi hanno fortemente penalizzato proprio le imprese locali”.

Condivisa anche l’utilità di un assessorato alle attività produttive, così come l’esigenza di guardare al patrimonio immobiliare degradato o abbandonato valutando tutte le opportunità. È opportuno fare un censimento dell’esistente a cui collegare scelte rigorose per quanto riguarda rifunzionalizzazione, dismissione e vendita, anche utilizzando la nuova legge regionale sul Piano Casa.

Marco Scarazzatt

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