Flotte da pesca, il Polesine primeggia

Le 170 imbarcazioni artigianali di PilaPorto Tolle, Porto Viro e Scardovari sono simbolo dell’area produttiva del Delta

L ’ultimo report sulle marinerie dell’Alto Adriatico dell’Osservatorio Socio Economico della Pesca e dell’Acquacoltura di Veneto agricoltura vede le marinerie polesane di Pila-Porto Tolle, Porto Viro e Scardovari ricoprire 1/4 della flotta veneta, con 170 pescherecci.

La cifra rappresenta un aumento riferita all’anno precedente (+0,6%), anche se tuttavia lontana dal picco registrato nel 2009 (-8,1%).

La flotta polesana, da sempre, si distingue per la sua artigianalità, con imbarcazioni di dimensioni relativamente ridotte, che insieme alle piccole imbarcazioni utilizzate negli impianti di molluschicoltura, sono divenute simbolo dell’area produttiva del Delta del Po.

Nel rodigino sono presenti oltre 2000 attività impegnate nella produzione primaria, che rappresentano il 68% delle aziende nel settore ittico regionale. In grande crescita, nello specifico, le imprese operanti nell’acquacoltura che registrano un +11%.

Le tre aree principali di mercato ittico del Delta del Po, che offrono prodotti esclusivamente locali, si differenziano per tipologia: mentre a Pila – Porto Tolle prevale il pesce azzurro, Porto Viro si è specializzata nella pesca in acque dolci e salmastre, e Scardovari è divenuto famoso per la produzione di mitili e vongole.

Proprio quest’ultimo è divenuto punto di riferimento nella zona per la venericoltura che costituisce la maggior parte della produzione di vongole veraci e filippine prodotte nel Veneto, surclassando la vicina laguna veneziana.

Non solo attività lagunare, il Polesine ha visto crescere ultimamente anche le attività in alto mare con un incremento di numero di impianti di mitili long line.

Gaia Ferrarese

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