Punto nascite di Piove di Sacco, l’attività deve riprendere presto

Il sindaco Gianella sollecita Regione, Ulss e Ministero dopo l’episodio della donna che ha partorito nel parcheggio del nosocomio di Chioggia

All’ospedale “Immacolata Concezione” non si nasce più ormai da un anno. A oggi il punto nascite è formalmente ancora “sospeso” per carenza di medici ginecologi, anche se tutti sanno ormai che la questione è molto più complessa.

Per l’ospedale cittadino e il suo punto nascite si attende tra l’altro anche una risposta da Roma circa la richiesta di deroga alla legge nazionale che prevede la chiusura di quelli sotto i 500 parti.

La sospensione delle attività del punto nascite, trasformato temporaneamente in Centro maternità, sarebbe dovuta durare, secondo una nota di luglio 2018 dell’Usl 6 Euganea, “il tempo necessario a garantire il reperimento e la stabilizzazione delle risorse specialistiche previste, ad adeguare il modello organizzativo, aumentare le competenze professionali per garantire gli standard di personale e organizzativi idonei a mantenere in sicurezza la struttura”.

Al momento tutto però è ancora fermo e a nulla sono servite le manifestazioni di piazza delle mamme con le loro carrozzine, le discussione politiche e i viaggi a Venezia e a Roma del sindaco.

La necessità di mantenere un presidio in città è legato anche ai tempi di percorrenza necessari per raggiungere altri ospedali che inoltre non hanno, in questo momento, una ricettività sufficiente per assorbire anche le esigenze del territorio della Saccisica. Nel frattempo però le gestanti di Piove e dintorni, nel momento cruciale, sono costrette a rivolgersi altrove.

E’ il caso per esempio di una mamma piovese che agiugno per partorire ha tentato di raggiungere in tempo l’ospedale di Chioggia, dando però alla luce nel frattempo il piccolo nel parcheggio del nosocomio.

“Credo che nella geografia sanitaria della zona sud di Padova – ha ribadito il sindaco Davide Gianella – sia fondamentale la riapertura del nostro punto nascite. Siamo in attesa da mesi di una risposta dal Ministero, che spero non arrivi come l’anno scorso a cavallo di Ferragosto. L’équipe ostetrico-ginecologica c’è, la possibilità di garantire gli standard di sicurezza anche. Ora la parola a Regione per sollecitare, al Governo per decidere e all’Usl per reclutare il personale mancante. Non credo si possa aspettare ancora, attendendo che succeda qualcosa. Com’è già accaduto a Valdagno e ad Adria, anche noi dovremmo riprendere l’attività sospesa lo scorso luglio”.

Alessandro Cesarato

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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