Treviso-Ostiglia, “un museo a cielo aperto”

L’insegnante – scrittore di San Giorgio delle Pertiche ha dedicato tre volumi al racconto del percorso naturalistico

La ciclopedonale Treviso Ostiglia ha rivoluzionato, in una manciata di anni, lo stesso approccio e concetto di tempo libero nei comuni attraversati dal tracciato.

Una via verde tra le più amate per una serie di motivi: dalle peculiarità del percorso, per ampi tratti sopraelevato e riparato dall’ombra della vegetazione, fino al fascino indiscusso nel percorre una infrastruttura leggera, nata come ferrovia militare all’inizio del secolo scorso.

All’Ostiglia e ai suoi dintorni ha dedicato tre volumi, Ivo Beccegato: “Dal Brenta al Muson dei Sassi”; “Dal Muson dei Sassi al Sile” e l’ultimo “Dal Brenta al Bacchiglione”, di recente pubbliaczione.

Ivo Beccegato, di San Giorgio delle Pertiche, ex insegnante di Materie letterarie e preside, è fermamente convinto che il rapporto diretto con il territorio formi la coscienza civile e il rispetto per l’ambiente e la sua storia.

Appassionato ciclista ha organizzato e realizzato in prima persona numerosi viaggi in bicicletta verso capitali e grandi città europee, allo scopo di conoscere da vicino il contesto nel quale sarebbe poi nata la Comunità Europea. A coronamento di tutto questo impegno ha accompagnato una comitiva di ciclisti da Padova al Parlamento Europeo, a Strasburgo. Per anni ha organizzato viaggi e scambi didattici, prima con i ragazzi di scuola media e il comune di Aubervilliers, comune alla periferia Nord di Parigi, promuovendo scambi di ospitalità tra San Giorgio delle Pertiche e Aubervilliers.

“Il territorio compreso tra il Brenta e il Muson dei Sassi e attraversato dalla ciclabile Ostiglia – afferma Beccegato – è un piccolo museo a cielo aperto. Basti pensare al graticolato romano, alla profonda religiosità che ha lasciato sacelli, oratori, chiese e monasteri, alle splendide residenze di tante famiglie e di uomini di cultura che qui hanno vissuto. Ma l’aspetto più affascinante e forse meno conosciuto è rappresentato dai tanti fiumi di sorgiva che scaturiscono per incanto formando corsi d’acqua sana e vitale. Cogitana si chiamava l’antica sorgente del fiume Vandura, paragonato nientemeno che al pensiero (cogitare, in latino, significa pensare) per quell’affiorare meraviglioso e inspiegabile, dal sottosuolo. Corsi d’acqua che, valicando i confini dei diversi comuni rendono unico un paesaggio che appartiene nella sua storia e nella sua splendida attualità, a tutti noi. Un racconto per immagini, rivolto a viaggiatori e residenti, uno stimolo alla scoperta storica e naturalistica, ma anche una proposta educativa. Perché conoscendo le bellezze di questo territorio e amandolo, lo si possa rispettare di più”.

Nicoletta Masetto

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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