Scompare da gennaio il “superticket” per tutti i redditi sotto i 29 mila euro

Dal primo gennaio 2020 sarà abolito il “superticket” nazionale sulla prestazioni specialistiche ambulatoriali, introdotto nel 2011, per tutte le persone con un reddito inferiore a 29 mila euro annui. La decisione della giunta regionale è stata resa possibile dal riparto tra le Regioni italiane di una somma complessiva di 60 milioni di euro, dei quali 6 milioni 879 mila 302 sono andati al Veneto.

“È una prima vittoria del buon senso dopo otto anni di battaglie. Sono gli unici tagli che si fanno alla sanità veneta e che ci piacciono – fa notare il presidente Luca Zaia – contro un balzello che ritenemmo iniquo fin da subito, arrivando a ricorrere alla Corte Costituzionale contro un provvedimento pur assunto da un governo amico come quello presieduto da Berlusconi. Alla Consulta fummo sconfitti, ma riuscimmo a rimodulare il ticket per venire incontro alle fasce più deboli, lasciando i 10 euro a chi aveva un reddito superiore a 29 mila euro e scendendo a 5 per i redditi al di sotto di questa soglia. Parlo di prima vittoria perché non staremo fermi finché non sarà possibile abolire l’intero superticket per tutti. Ne abbiamo pieno diritto, perché il Veneto già non applica ticket regionali ai cittadini, riuscendo lo stesso a tenere i conti in perfetto ordine”.

Per ora si tratta di una decisione a tempo: i fondi trasferiti dal governo alle Regioni valgono infatti solo per un anno e copriranno dunque il 2020. Per il futuro però l’assessore Lanzarin fa già una promessa: “I veneti meno abbienti possono stare tranquilli: quel balzello non tornerà. Anzi, dovrà sparire anche al di sopra dei 29 mila euro”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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