Vigonza: scoppia la protesta sugli impianti di telefonia

A sollevare la questione è il consigliere leghista Walter Grandesso. È previsto un ripetitore alto 27 metri in via Matteotti

Vigonza non vuole nuovi ripetitori. Ecco come si potrebbe riassumere l’attacco scagliato dal consigliere comunale leghista Walter Grandesso contro la decisione dell’amministrazione comunale di installazione di un nuovo ripetitore ad alta tecnologia. “La cittadinanza vigontina non è rimasta indifferente quando ha scoperto che a breve sorgerà una nuova stazione per la telefonia, alta 27 metri, in via Matteotti”, ha affermato il consigliere Grandesso.

“Nell’aria si sta respirando odore di opposizione e richiesta di adeguate spiegazioni. Si rischia, a breve, di vedere materializzarsi decine di proteste se non verranno presi immediatamente dei provvedimenti. Ci si sta interrogando su come possa il nostro Comune avere l’ambizione di stare al passo con i tempi degli operatori telefonici, senza ascoltare le preoccupazioni dei cittadini”. La battaglia contro il nuove ripetitore portata avanti dalla Lega a Vigonza propone di eseguire innanzitutto una perizia neutra, ed un eventuale veto esecutivo, per vagliare se le ipotesi di pericolosità alla salute pubblica derivanti dalle onde dei nuovi ripetitori trovino un riscontro o meno.

Continua Grandesso: “Il Comune è tenuto a chiedere alla società francese Iliad un confronto con le proteste dei residenti che si stanno lamentando del fatto di non essere state avvisati dell’intenzione di realizzare delle strutture legate al 5G nella loro zona. Chiediamo intanto all’impresa telefonica di sospendere i lavori in attesa del tavolo di confronto con il Comune, al quale chiediamo una richiesta degli atti di proprietà, apposite certificazioni e comunicazioni ai cittadini”. “Stiamo vivendo una situazione complicata – conclude il consigliere della Lega – e stanno germogliando proteste nel nostro paese perché bisogna considerare che l’installazione di nuove antenne comporta un maggior inquinamento elettromagnetico. Non è solo una questione di 5G, ma c’è da considerare che queste nuove frequenze vanno ad associarsi a quelle attualmente in essere e non sappiamo cosa comporta questo sommarsi di onde. Non siamo a conoscenza dell’impatto che avranno sull’ambiente e ciò è molto angosciante perché sono sconosciute le conseguenze per la salute: i cittadini rischiano di fare da cavie, pertanto non hanno alcun interesse”.

Manuel Matetich

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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