West Nile: a metà luglio segnalato il primo caso in Veneto

Meno zanzare, ma non abbassiamo la guardia

Fa meno paura dello scorso anno, ma il virus West Nile è tornato a colpire in Veneto. Il primo caso di infezione è stato segnalato il 18 luglio: vittima un anziano della provincia di Padova. Nel 2018 l’allarme era già scattato a metà giugno, ma quest’anno – complice una primavera più fredda e gli interventi di disinfestazione condotti in maniera sistematica in tutta la regione – non si è assistito alla stessa proliferazione di zanzare. Questo non deve però indurre ad abbassare la guardia, anche perché al pericolo rappresentato dal West Nile, virus comparso in Veneto nel 2008, si accompagna ormai da anni il rischio di contrarre le infezioni da virus Dengue, Chikungunya e Zika trasmessi dalla zanzara tigre. Ecco perché è bene seguire alcune semplici avvertenze per evitare punture sgradite e per contribuire alle attività di disinfestazione.

È importante non abbandonare oggetti e contenitori di qualsiasi natura e dimensioni dove possa raccogliersi l’acqua piovana (barattoli, bidoni, bacinelle, annaffiatoi, copertoni); svuotare giornalmente qualsiasi contenitore di uso comune con presenza di acqua e, ove possibile, capovolgerli; coprire ermeticamente (anche attraverso reti a maglie strette) i contenitori d’acqua inamovibili (bidoni, cisterne). Per evitare la puntura di zanzara negli ambienti non climatizzati è fortemente consigliata l’applicazione a porte e finestre di zanzariere a maglie strette, oltre all’utilizzo di dispositivi elettro emanatori insetticidi liquidi o a piastrine. All’aperto, per la protezione individuale dalle punture di zanzare è consigliabile indossare indumenti di colore chiaro, il più possibile coprenti (maniche lunghe e pantaloni lunghi), utilizzando prodotti repellenti con la giusta frequenza.

Nessun panico, comunque: l’infezione da virus West Nile nella maggior parte dei casi non produce alcun sintomo o può produrre malesseri di lieve natura come febbricola, mal di testa, nausea, vomito, eruzioni cutanee. In meno di un caso su cento, in particolare nelle persone anziane e debilitate, si possono presentare febbre alta, debolezza muscolare e complicanze neurologiche come l’encefalite.

 

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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