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Barbara Karoline Hofmann, cittadina onoraria di Limena

Barbara Karoline Hofmann, fondatrice e presidente di Asem Italia Onlus, cittadina onoraria di LImena, ha festeggiato 20 anni dell’Associazione.

Nel 1989 partecipò ad una missione umanitaria in Mozambico (a Beira), di breve durata, con una grossa organizzazione umanitaria internazionale. Colpita dalla situazione terribile dei bambini, prime vittime della guerra che durava da trent’anni nel paese, ha deciso di dedicare la sua vita a loro nella convinzione che “se non si curano le radici, un albero non potrà vivere”.

E’ stata nominata cittadina onoraria di Limena, che significato ha avuto per lei?

“Questa nomina ha un grande valore per me. Anche la nomina di cittadina onoraria di San Giorgio in Bosco e di Selvazzano Dentro. Queste città e i suoi cittadini hanno un significato molto importante per me perché quando stavo morendo nel 2001 dovuto alla malaria cerebrale più grave che esiste, sono sopravvissuta grazie a loro e ai loro figli che hanno deciso di non lasciarmi morire e hanno raccolto oltre la metà dei fondi necessari affinché la macchina di vita, alla quale sono stata attaccata per oltre 20 giorni, non sia spenta. Per me è un onore essere la loro cittadina”.

In che cosa consiste la vostra collaborazione con l’Associazione Erika Onlus che di recente ha festeggiato 20 anni?

Erika Onlus è stata costituita nel 1999 come Asem Italia Onlus e il Presidente Isidoro Rossetto ha contribuito molto a farmi conoscere ai cittadini di San Giorgio in Bosco e Limena e a sostenere le attività di Asem Mozambico. In particolare l’aiuto di Erika è stato determinante per salvare la mia vita nel 2001 e quella di migliaia di bambini, che oggi sono donne e uomini integrati nella società mozambicana”.

Come descriverebbe una sua giornata tipo impegnata in questo progetto?

“Ogni giorno ci porta delle necessità e delle situazioni da risolvere. Tra l’amministrazione, aiutare i bambini ad oltrepassare i loro problemi e traumi, nel trovare delle soluzioni ed anche condividere la gioia ed il successo della loro crescita”.

Quali sono i vostri progetti futuri?

“Nell’immediato, il nostro obiettivo è di trovare i fondi necessari (40 euro per bambino e la sua famiglia al mese) per poter sfamare i 6000 bambini beneficiari di Asem in Mozambico che hanno terribilmente sofferto del ciclone Idai e che hanno perso quasi tutto. Non è facile rimettersi in piedi quando ci si ritrova senza niente, “quel niente che noi non sappiamo ciò che è”. Un altro obiettivo è di portar avanti i nostri progetti di agricoltura per diventare man mano autosufficienti a livello locale per continuare, assieme ai nostri donatori, i progetti di aiuto per i bambini”.

(f.x.)

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