Piove di Sacco: scuola Santa Capitanio riportata all’antico splendore

Sono state eseguite opere edili e impiantistiche, realizzate per stralci, per un importo di 1,350 milioni di euro

Una storia educativa e non solo che perdura da centoventi anni e che non ha intenzione di fermarsi.

Tutto è iniziato nel maggio del 1899 quando l’asilo infantile venne affidato alle suore della Congregazione di Carità delle Sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa.

Nel 1912 arrivarono poi la scuola elementare e nel 1924 l’educandato. A fine anno scolastico c’è stata la festa per il completamento dei lavori che hanno portato alla ristrutturazione della Barchessa di Villa Bassini, sede dell’istituzione cattolica paritaria situata nel cuore del centro storico che comprende la scuola dell’infanzia, anche con una sezione primavera, e quella primaria, con circa duecento bambini e ragazzi complessivamente iscritti.

La Fondazione Santa Capitanio gestisce le due scuole dal 2005 quando la villa, la barchessa e il brolo di oltre ottomila metri quadrati di verde sono diventate di proprietarie dalla parrocchia del Duomo, con l’appoggio della Curia, e dalla Fondazione che le hanno acquistate dalle suore di Maria Bambina che nel 2001 hanno lasciato la città.

E’ stato salvato un patrimonio inestimabile, dopo che era anche sfumato un contestatissimo progetto di realizzare in quell’area un complesso residenziale dell’Ater.

“Il complesso di villa Bassini – ha spiegto Paolo Martin, presidente della Fondazione dal 2016 – è un patrimonio storico culturale non solo del Piovese, ma del Veneto. Per questo una decina di anni fa abbiamo deciso di avviare i lavori di recupero della barchessa. Si tratta di opere edili ed impiantistiche, realizzate per stralci, per un importo di 1,350 milioni di euro, per i quali la Fondazione ha ottenuto 888 mila euro circa di contributi da Regione e Fondazione Cariparo. Con un mutuo abbiamo sostenuto il 20% dei rimanenti costi a nostro carico. I lavori erano assolutamente necessari per mettere in sicurezza e adeguare strutture che risalgono al Settecento. Il cantiere è stato aperto per oltre cinquecento giorni, durante i quali l’attività didattica è comunque andata avanti, sfruttando i periodi delle vacanze scolastiche per effettuare i lavori più invasivi. I centoventi anni di storia sono stati ricostruiti anche con una mostra fotografica allestita nei locali della scuola e visitabile fino a fine giugno.

Alessandro Cesarato

>ale.cesarato@gmail.com<

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