Home Trevigiano Treviso Ovest Quinto di Treviso, “Troppi aerei nei cieli trevigiani”

Quinto di Treviso, “Troppi aerei nei cieli trevigiani”

Il consigliere regionale Pd Andrea Zanoni interviene sull’incidente sfiorato dei mesi scorsi puntualizzando una mancanza di sistemi di controllo adeguati

Fa ancora discutere soprattutto i cittadini di Quinto la tragedia sfiorata all’aeroporto di Treviso lo scorso 7 maggio ma di cui sia è avuto notizia solo ai primi di luglio: uno scontro tra due aerei è stato evitato in extremis quando un aereo in fase di decollo e l’altro in atterraggio hanno mancato di poco il contatto. Ora sul caso indaga l’Agenzia nazionale per la sicurezza dei voli (Ansv), che ha sollevato rilievi critici in merito alle procedure in torre di controllo.

L’episodio ha coinvolto due voli Ryanair, uno in partenza per la Germania. Dopo aver ricevuto il via libera della torre di controllo, si è mosso verso la pista, dove però stava arrivando un velivolo in piena fase di atterraggio. Nella relazione sull’episodio dell’Ansv si critica la consuetudine delle operazioni ordinariamente condotte in torre di controllo e, si legge nella relazione “la mancanza di qualsivoglia strumento o procedure che consentano di avere una chiara cognizione circa la posizione e la distanza del traffico in avvicinamento”. Una vicenda che riaccende ancora le polemiche sullo scalo trevigiano, sul suo impatto sul territorio di Quinto e soprattutto sulla sicurezza dei cittadini.

All’attacco ci è andato il consigliere ragionale del Partito Democratico Andrea Zanoni. “Adesso – ha detto – ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità”.

“Si tratta – ha aggiunto Zanoni – di una tragedia evitata per pochissimi secondi e che non può non chiamare in causa la crescita esponenziale dei voli. Il numero massimo, fissato nel 2007 dal ministero dell’Ambiente, è 16.300, limite che normalmente superato già a settembre. E ora, con il nuovo masterplan, Save ha ottenuto un incremento fino a 22.500 voli annui. È ovvio che se aumentano i voli, aumenta anche il rischio di incidenti, è una questione di probabilità matematiche, non un’opinione a maggior ragione se uno scalo, come il Canova, ha l’uso alternato di una sola pista”.

Zanoni quindi si unisce a quanti, tra cui anche l’amministrazione comunale, chiedono che l’attività dello scalo sia più compatibile con la sua insistenza nei pressi di un’area densamente popolata.

“È indispensabile – ha puntualizzato il consigliere regionale – investire in sicurezza dato che mancano sistemi radar adeguati: non è possibile che l’unico strumento di controllo del traffico sia a vista dalla finestra della torre di controllo. In una situazione del genere permettere migliaia di decolli e atterraggi annui in deroga ai moderni sistemi di sicurezza lo trovo estremamente pericoloso, specie se consideriamo l’area altamente popolata su cui insiste l’aeroporto”.

Denis Barea

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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