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Sindaco di Cavarzere: “Una violenza alla memoria di Maila”

La panchina dedicata alla donna vittima di femminicidio è stata distrutta. L’autore di tale scempio sarebbe un giovane. La rabbia e l’indignazione della città

Uno choc per la città di Cavarzere ritrovarsi, una mattina di fine agosto, vittima di atti vandalici odiosi. Ancor più odiosi perché hanno colpito la memoria di Maila Beccarello, vittima di femminicidio un anno fa, a cui era stata dedicata una panchina.

Quella panchina è stata distrutta. Le indagini dei carabinieri in poche ore hanno portato a individuare un diciottenne, denunciato per furto aggravato.

“Non lo sapevo, mi dispiace” avrebbe detto alle forze dell’ordine. All’indomani del fatto, duro il sindaco Henri Tommasi: “Questa è mancanza di educazione, e mancanza di rispetto verso il bene pubblico – ha scritto nella sua pagina Facebook rivolgendosi ai presunti vandali -. Peccato, non avete proprio capito che il bene pubblico non è di qualcun altro, ma è vostro. Non avete capito cos’è il rispetto, non avete capito il valore di un simbolo, non avete capito cosa si intende per senso civico… tante cose non avete capito. E qui penso che forse abbiamo fallito noi, è colpa nostra di noi adulti, se questo è il risultato di ciò che noi adulti trasmettiamo significa che abbiamo fallito!”.

E ancora: “Parliamo sempre di diritti, ma poco di doveri e di responsabilità. Se gli insegnamenti non partono dalle famiglie, allora si potrà fare ben poco. Seguite di più i vostri ragazzi, parlate con loro, siate loro complici, ascoltateli!”. Sulla stessa linea d’onda l’assessore ai Lavori pubblici Cinzia Frezzato, che di lavoro fa l’insegnante: “È purtroppo difficile accettare che questa sia anche una conseguenza di una generalizzata mancanza educativa, una vera emergenza. Il mio vuol essere un grido di allarme, un invito ad ascoltare i nostri figli, a restare vicino ai nostri giovani, ad imparare ad essere adulti autorevoli e non autoritari, a pensare che tutti noi dobbiamo essere di esempio per le generazioni future. Non so come si evolverà questa storia, so che sarà difficile da dimenticare e aggiungo che personalmente ritengo non si debba dimenticare, ritengo che un segno di quel che è successo debba rimanere proprio a monito”.

Giorgia Gay