Alla scoperta della Riflessologia plantare

Quanta poca cura la maggior parte di noi dedica ai piedi! Eppure se ci soffermiamo a pensare sono i piedi che sopportano tutto il peso del corpo, per la maggior parte della giornata costrette in calzature talvolta molto scomode, pensiamo alle scarpe da ginnastica che per i materiali usati non permettono al piede di “respirare”, ai tacchi a volte di altezza vertiginosa o alle scarpe a punta di gran moda fino a pochi anni or sono.

E alla sera, spesso, questi poveri piedi non vengono gratificati nemmeno con un leggero massaggio e po’ di crema. Forse imparando che, oltre a permetterci lo spostamento e la posizione eretta, sui piedi si riflettono tutti gli organi del corpo umano arriveremo ad averne un maggior rispetto. Grazie agli studi e agli esperimenti condotti, a partire dalla seconda metà del XIX secolo, da medici statunitensi quali i dottori Fitzgerald, G. S. White e J. S. Riley si sono apprese le potenzialità della riflessologia. In particolare, presso lo studio del dottor J. S. Riley lavorava una terapista, Eunice Ingram, che si appassionò talmente tanto alla materia da dedicarsi al suo approfondimento. A lei si deve la prima mappa plantare della localizzazione dei punti riflessi degli organi del corpo umano. Grazie alla pubblicazione di due libri sull’argomento, la Ingram, portò questa metodica alla conoscenza del grande pubblico.

Riprendendo le teorie di Fitzgerald, Eunice, suddivise idealmente la pianta dei piedi con 10 linee verticali (5 per ciascun piede) e con 3 linee orizzontali ottenendo così 4 aree: all’interno di ogni zona, così specificata, si trovano i punti riflessi degli organi del corpo umano. A questo punto possiamo comprendere come agisce la riflessologia plantare. Con la stimolazione di punti ben precisi del piede, individuati come descritto più sopra, l’operatore è in grado di rilassare la persona eliminando la tensione nervosa. Non è raro, infatti, che chi riceve questo trattamento si tranquillizzi al punto da addormentarsi, talvolta anche profondamente. I benefici che si ottengono con questa metodologia sono molteplici. Qui ne citerò solo alcuni. Già dalla prima manipolazione si nota un aumento della diuresi con conseguente eliminazione di scorie, una migliore qualità del sonno, migliora la digestione e migliora la peristalsi intestinale, diminuisce la rigidità muscolare e quindi migliora la mobilità, si riscontra una sensibile attenuazione dello stato ansioso, ecc.

Esistono però delle contrindicazioni. Non si può mai intervenire in presenza di: cardiopatie, lesioni al piede, trombosi, gravidanza soprattutto nel primo trimestre mentre è consigliata nei giorni che precedono il lieto evento. Da studi condotti da medici inglesi è stato riscontrato che le donne in dolce attesa che hanno effettuato un ciclo di sedute di riflessologia ne hanno beneficiato con una minore durata sia del travaglio che del parto. Ci sarebbe ancora molto da dire su questa meravigliosa tecnica manuale ma ritengo opportuno, a questo punto, lasciare a chi legge lo scoprire personalmente quali e quanti vantaggi si possono ottenere, sperimentando anche la piacevolezza del rilassamento a fine seduta.

Dott.ssa Lorena Bonato
Naturopata – consulenze naturopatiche
Riceve per appuntamento a Camposampiero
(Pd) via S.Anna n.4 – tel. 3887292880
web: www.lorena-bonato-naturopata.it
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About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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