“Ambiente, sanità pubblica e mobilità: il Veneto deve diventare una Regione a misura d’uomo”

Intervista a Piero Ruzzante, Consigliere Regionale

Una vita a sinistra: Piero Ruzzante, 56 anni, Consigliere Regionale dal 2010, sta concludendo la sua seconda legislatura a Palazzo Ferro Fini. Eletto nelle fila del PD, dal 2017 è Presidente del Gruppo Misto per Liberi e Uguali, all’opposizione della Giunta Zaia.

Che bilancio può fare di questi 5 anni in Regione?

Purtroppo è un bilancio negativo, una cifra su tutte: 2551. Sono gli ettari di suolo consumati tra il 2015 e il 2018, l’equivalente di 6.300 campi da calcio, coperti di cemento in soli tre anni. È un dato impressionante: il Veneto è la seconda regione italiana per consumo di suolo. Quando ci fermeremo?

A cosa si è dedicato maggiormente nel corso del suo mandato?

Innanzitutto alla sicurezza sul lavoro, sempre con un confronto positivo con il sindacato, dal quale è nato un filone di atti presentati in Consiglio, spesso accolti anche dalla maggioranza. Ora dalle parole bisogna passare ai fatti: la Giunta deve assume i tecnici Spisal che ha promesso. Ogni giorno in Veneto ci sono 200 incidenti sul lavoro, uno ogni 4 giorni è mortale.

Che giudizio da di questi 5 anni di Giunta Zaia?

Chi l’ha mai visto? È stato presente a poco più del 10% delle sedute e al 2,7% delle votazioni. Si è occupato sempre e solo di autonomia. Eppure la Lega ha governato l’Italia per 10 anni con Berlusconi, per 25 anni il Veneto con Galan e Zaia: continuano a parlare di autonomia, ma quando potevano non l’hanno mai data.

Cosa la preoccupa di più?

La situazione della sanità pubblica, dove i numeri parlano chiaro: taglio del 20% dei posti letto negli ospedali pubblici e aumento del 16% dei posti letto privati. La spesa a favore dei privati è aumentata del 28% nel comparto ambulatoriale e 24% nei ricoveri, le strutture private sono aumentate del 8,84%, quelle pubbliche sono diminuite del 6,39%. In silenzio stanno privatizzando la sanità e chi vive in Veneto se n’è accorto: nel 2016 un veneto su 7 ha rinunciato a curarsi.

Quali sono le potenzialità del Veneto? Quali invece le criticità su cui intervenire?

La più grande scommessa è quella di rendere il turismo e la manifattura compatibili tra loro, con l’ambiente e con la salute umana. Viviamo in una terra tra le più belle e ricche del mondo, ma una minoranza la sta letteralmente devastando. In questo senso, sono due le linee di intervento su cui la politica deve agire: la ricerca e la mobilità. O il Veneto diventa una regione a misura d’uomo, oppure continuerà l’emorragia di 12 mila giovani all’anno.

Qual è la battaglia politica di cui è più orgoglioso?

Sono due: la prima è la legge per i centri antiviolenza È un ottimo strumento, che però va finanziato maggiormente: un contributo regionale di 92 centesimi per ogni donna presa in carico non è assolutamente sufficiente. La seconda è l’approvazione da parte del Consiglio Regionale di una mia mozione per il mantenimento dell’archivio del Vajont a Belluno: una sorta di risarcimento morale, seppur minuscolo, per le popolazioni colpite.

Intende proseguire il suo mandato ricandidandosi alle elezioni regionali del 2020?

Lavorerò perché si realizzi il progetto di una grande lista civica e di sinistra, che possa allearsi con il M5S e il PD. L’obiettivo è costruire una vera alternativa alla Lega, che metta al centro l’ambiente e gli interessi generali e non le speculazioni private, edilizie e finanziarie. Per quel che mi riguarda, lavorerò per un rinnovamento di persone e di idee. Piero Ruzzante potrà continuare a dare il suo contributo in mille altre forme e modi.

Enrico Beda

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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