La Juventus il modello che può trainare tutto il calcio italiano

La Juventus chiede e ottiene dagli azionisti un aumento di capitale da 300 milioni per un futuro ancora più roseo. La svolta nell’assemblea degli azionisti di giovedì 24 ottobre, dopo la proposta avanzata dall’ultimo consiglio d’amministrazione. Si tratta di uno step obbligato per il club bianconero, che ha un progetto sempre più ambizioso e che non può che essere preso da esempio da tutti gli altri. Prima squadra di Serie A ad avere uno stadio di proprietà, in questi anni la Juve si è dotata di strutture innovative che sono andate di pari passo con i risultati ottenuti in campo.

Stiamo parlando del JTC della Continassa con i nuovi campi di allenamento e tutte le altre strutture annesse tra le quali il J Hotel, che di recente ha aperto le porte anche a tifosi. I supporters bianconeri, che hanno come punto di riferimento il sito Jmania.it, possono sostanzialmente dormire nello stesso albergo dei giocatori, alimentando di conseguenza una macchina ben oliata di una società quotata in borsa e proiettata verso l’olimpo del calcio mondiale. L’aumento di capitale, contrariamente da quanto paventato da qualche testata giornalistica, non ha lo scopo di far fronte all’indebitamento. Probabilmente andrà ad incidere anche su questa voce di bilancio, ma Andrea Agnelli ha un progetto molto più complesso.

La Juve e l’effetto Ronaldo

L’effetto Ronaldo, che ha si per una stagione gravato sui conti della Juventus, si sta facendo sentire in termini di aumento visibilità del brand (anche sui social network), vendita di magliette tramite negozi tradizionali e store online ufficiale, ma anche di nuovi introiti derivanti dagli sponsor. In definitiva, sul lungo periodo l’investimento fatto sul portoghese rientrerà e anzi aumenterà la “potenza di fuoco” dei bianconeri a livello mondiale. Da sole, ovviamente, queste voci di entrata non bastano per finanziare la crescita del club a braccetto, assieme alle plusvalenze che pur si possono fare tramite alcune cessioni di mercato.

È anche per questo che è stato chiesto l’aumento di capitale da 300 milioni. Nella testa di Agnelli c’è una Juventus ancora più europea con altre strutture in grado di attirare i tifosi da ogni dove sette giorni su 7, 365 giorni all’anno. In cantiere c’è uno Juventus Stadium 2, ovvero una seconda casa che dovrà ospitare le partite della squadra B (attualmente militante nel campionato di Serie C) e delle Women. Sarà uno stadio più piccolo, ma basato sul progetto del fratello maggiore, quell’Allianz Stadium che da quando è stato costruito ha fornito un contributo importantissimo alle casse del club.

La Serie A trainata dalla Juventus

I modelli che la Juve studia da anni sono ovviamente i club inglesi, ma anche le altre società top a livello mondiale, come Barcellona, Real Madrid, Bayern Monaco e compagnia. Modelli che tutti, ovviamente, cercano di imitare a ciascun livello, ma per poter competere alla pari finanziariamente con certi colossi è tutto il movimento calcistico italiano a doversi muovere. Se in Inghilterra gli sponsor pagano di più anche a club di seconda o terza fascia, è anche perché il campionato è più appetibile a livello planetario. La differenza la fanno principalmente la cultura calcistica (in Italia purtroppo dominano sospetti e alibi) e le strutture. Molti stadi italiani risalgono all’inizio del 1900 e sono dunque obsoleti e fatiscenti. Se la Serie A vuole tornare il campionato trainante l’Europa deve inevitabilmente prendere la scia della Juventus e seguirla a ruota. Non ci sono alternative.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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