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Rovigo: quando la meccanica è donna

La storia di Michela, che da quindici anni lavora come meccanico a Rovigo nell’azienda di famiglia, insegna che la dedizione e lo spirito di sacrificio possono far superare preconcetti professionali e ruoli sociali

Michela Cestari, giovane meccanica di Rovigo, racconta come ha fatto a trovare questo insolito lavoro, per una donna. A volte, nella vita, ci si trova a svolgere mestieri che non si sarebbe mai pensato di fare.

“E questo è il mio caso: mi chiamo Michela, ho quasi 45 anni e la mia professione è quella di autoriparatore, gommista e carrozziere. Svolgo questo impiego quotidianamente presso l’Autofficina Verza Ugo di Rovigo. Ho iniziato a lavorarvi nel 2000: all’epoca ero disoccupata e mio marito aveva appena ereditato dal padre Ugo l’attività quarantennale di meccanico. Dopo il matrimonio abbiamo aperto un’impresa familiare ed io mi sono resa conto che la sola attività di impiegata non mi soddisfaceva pienamente. Così, a poco a poco, ho cominciato ad eseguire i lavori più semplici e leggeri, quelli che maggiormente si prestano ad una principiante; poi, gradualmente, ho acquisito una migliore tecnica e capacità ed ho quindi ampliato la gamma delle riparazioni. Il diploma di perito chimico conseguito da ragazza all’Itis di Ferrara non mi era molto utile dal punto di vista tecnico e nel 2010, quando si profilava il “terrore” della licenza di meccatronico, ho deciso di ottenere l’ulteriore diploma di perito elettronico”.

Così, dopo 20 anni circa, Michela fa ritorno nella sua tanto amata scuola, l’Itis di Ferrara, frequentando per tre anni le scuole serali, alternando quindi il lavoro diurno allo studio notturno. “Una montagna apparentemente insormontabile, che però mi ha dato la possibilità, una volta diplomata, di allargare le mie conoscenze tecniche sulle automobili e la soddisfazione di poter eseguire diagnosi e riparazioni di laboratorio su alcuni componenti elettronici particolari. Da ormai vent’anni svolgo questo lavoro, il quale, nonostante a volte sia davvero stancante, altrettante volte è in grado di dare molte piccole gioie. Io credo che non esistano lavori da uomo o da donna: ritengo che siano preconcetti ormai superati e che quello che occorre siano fondamentalmente una grande dedizione ed un instancabile spirito di sacrificio. E anche se alcune volte si incontrano difficoltà culturali nell’esercitare una professione che sembra debba essere interdetta a certe categorie umane, sono convinta che con l’impegno, l’umiltà e la cortesia si possano abbattere moltissime barriere che apparentemente sembrano incrollabili”.

Marco Scarazzatti

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