Zero Branco: “Salviamo i nostri negozi di comunità”

A Sant’Alberto alcune attività costrette a chiudere

Oggigiorno siamo ormai abituati a spostarci in auto, acquistare velocemente tutto il necessario nei grandi negozi di distribuzione prima di rientrare a casa la sera o durante una fugace pausa pranzo. Anche nelle piccole realtà comunali, o addirittura nelle frazioni, le scelte di acquisto si stanno modificando.

È il caso di Zero Branco, più precisamente della sua frazione di sant’Alberto, dove recentemente hanno dovuto chiudere definitivamente la serranda negozi di alimentari e di prima necessità. La causa sarebbe da individuare negli affitti troppo alti e nella concorrenza dei grandi centri di distribuzione. “Quando però a inizio giornata una mamma accompagna il figlio a scuola e, nel tragitto, vuole comprargli la merenda, va dal Casoin, non al centro commerciale” commenta la capogruppo consiliare d’opposizione “Melita Gobbo sindaco”, allarmata dalla situazione.

Tra le più immediate soluzioni, per l’avvocato zerotino, vi sarebbe un confronto, aperto a tutta la cittadinanza e a tutte le forze politiche “per pensare alle nostre frazioni e alla comunità. Non tutti hanno modo di arrivare al centro commerciale, dobbiamo pensare alle mamme, agli anziani, a chi non ha la macchina. Dove acquistano queste persone? In panificio, nella rivendita in centro paese.

Questo significa dare servizi” continua Gobbo, che ha intenzione di convocare un tavolo di concertazione, con politici e artigiani tutti inclusi, “un confronto a 360° dove io ho già alcune proposte da mettere sul piatto, per combattere fino alla fine e arginare la chiusura delle nostre attività produttive”. Insomma, è necessario confronto e ascolto degli esercenti zerotini, in fondo è proprio nelle piccole botteghe che si sviluppa l’idea di comunità.

Gaia Ferrarese

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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