“Sanità e politiche sociali, gli errori di Zaia pagati dai veneti più deboli”

Claudio Sinigaglia, 61 anni, Consigliere Regionale dal 2010, sta concludendo la sua seconda legislatura a Palazzo Ferro Fini nel Gruppo PD, all’opposizione della Giunta Zaia.

A cosa si è dedicato maggiormente nel corso del suo mandato?

“Sicuramente all’area socio – sanitaria. In particolare, ho seguito con attenzione la nuova legge regionale 19 del 2016, che ha riformato le Aziende Sanitarie e ha istituito l’Azienda Zero. Ma anche l’approvazione del nuovo Piano socio sanitario 2019 – 2023. È stato un lavoro enorme e penso di aver dato numerosi e qualificati contributi in entrambi i provvedimenti”.

Oltre a questo?

“Da un paio d’anni sono vicepresidente della 1° commissione, che si occupa soprattutto della stesura del bilancio e di tutti gli atti ad esso collegati. È un ruolo importante, che consente di entrare nel merito delle principali disposizioni delle entrate, ma soprattutto delle spese del consiglio e della giunta Zaia”.

A proposito di Zaia, che giudizio da di questi 5 anni?

“Fortemente negativo: sono davvero numerosi i suoi fallimenti, nascosti troppo spesso da abili capacità comunicative”.

Qualche esempio?

“Ce ne sono tantissimi. La realizzazione della Pedemontana è stata un bagno di sangue per le casse della Regione e chissà quando terminerà. La gestione dei parchi è un vero disastro, con commissariamenti che durano da più di tre anni. La nuova legge sulle politiche abitative e gli alloggi popolari è da ritirare, perché colpisce la popolazione più debole. Siamo l’unica regione in Italia a non aver ancora fatto la riforma delle case di riposo e la gente paga rette proibitive: da 1880 a 2500 euro al mese”.

Cosa la preoccupa maggiormente?

“Il sistema sociosanitario pubblico, fortemente penalizzato da una riforma che abbiamo criticato e respinto. Mancano medici, manca personale per i servizi territoriali, le liste d’attesa aumentano, eppure continuano a spostare i finanziamenti ai privati”.

Quali sono i punti di forza e le potenzialità del Veneto?

“Siamo una regione bellissima, che eccelle per le sue piccole e medie imprese e per la rete sociale, fatta di tantissime persone e associazioni che appartengono al mondo del volontariato. La Regione dovrebbe supportare entrambe queste realtà, più e meglio di come ha fatto finora”.

Quali invece le criticità, sui cui la Regione dovrebbe investire in futuro?

“Sviluppo tecnologico e mobilità su tutte. Dobbiamo investire sulla banda ultra larga e su molte nuove infrastrutture: sul raccordo ferroviario con l’aeroporto di Tessera, sull’alta velocità tra Verona e Padova, solo per fare qualche esempio”.

Qual è l’atto politico di cui va più orgoglioso?

“Sono due: il primo è il libro bianco di denuncia sulla situazione delle case di riposo del Veneto. Il secondo è la legge su “Veneto terra di Pace”, in occasione delle celebrazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale”.

Intende proseguire il suo mandato ricandidandosi alle elezioni regionali del 2020?

“Ancora non lo so, dipenderà innanzitutto dalle decisione del Partito Democratico a cui appartengo, così come è sempre successo in questi anni”.

Enrico Beda

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Lascia un commento