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Autotrasportatori e tecnologia 5G: troppo sorvegliati?

Se prima il manager di una flotta sapeva dove si trovavano un furgone e il suo autista, con il 5G potrà conoscere praticamente tutti i dettagli della sua vita.

Il 5G è la rete mobile di quinta generazione che sarà lanciata più o meno l’anno prossimo e che aumenterà in modo impressionante la velocità di connessione mobile. Detta così, sembra una simpatica opportunità per la quale avremo smartphone con maggiore copertura e internet velocissimo (un giga al secondo). Ma questa rapidità consentirà di raggiungere grandi traguardi. Per esempio, sarà possibile una chirurgia a distanza per cui un medico americano potrà operare un paziente in Svizzera. Oppure crescerà quello che viene definito lo IoT, l’internet delle cose.

Finora abbiamo lavorato sempre sulle comunicazioni tra noi e le macchine, e adesso cominciamo a curare la comunicazione tra macchina e macchina. È il passaggio verso l’intelligenza artificiale e verso la guida autonoma, che funziona in sicurezza a patto che i veicoli comunichino tra loro in tempi velocissimi. Solo il 5G permette di gestire l’enorme mole di traffico sulle strade e l’enorme traffico di dati senza provocare incidenti. Fin qui tutto bene. Ci sono contestazioni dal punto di vista della salute (perché il 5G richiede un gran numero di antenne molto potenti) e anche dal punto di vista della riservatezza. Gli Stati Uniti ce l’hanno con Huawei, perché secondo loro, attraverso le tecnologie del 5G, i cinesi sono in grado di spiarci.

E qui comincia la questione. Se prima il manager di una flotta sapeva dove si trovavano un furgone e il suo autista, con il 5G potrà conoscere tutti i dettagli della sua vita. Magari non sarà interessato a sapere se un dipendente si ferma al bar per prendere un caffè, ma quello che conta è che lo saprà. E che la nostra libertà avrà spazi ancora più ridotti. Insomma, il progresso porta mille opportunità positive, ma ha anche un rovescio della medaglia che, per un autotrasportatore che ama la libertà, diventa un boccone amaro da mandar giù.

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