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Cimice asiatica causa danni ingenti in Riviera del Brenta

Nel territorio l’insetto provoca danni alle produzioni. Sono colpiti frutteti, peri, meli, soia, mais e verdure

La cimice asiatica è un flagello per le colture della Riviera del Brenta e provoca danni in termini produttivi del 20- 30 %. Sono colpiti in particolar modo: frutteti (peri, meli, nettarine, noccioli), soia, ortaggi, mais, verdure. La cimice si è diffusa con estrema rapidità negli ultimi decenni. Ha un antagonista: la vespa samurai che Coldiretti vuole introdurre per fermarla.

Per sensibilizzare le amministrazioni comunali del comprensorio, Coldiretti ha inviato una relazione sui danni e l’invasione di cimici asiatiche nel territorio, agli enti locali. Il Comune di Mira ha raccolto il grido d’allarme dei coltivatori e ha fatto una deliberazione di giunta.

“Si è ritenuto di sostenere le azioni volte – spiega l’assessore alle attività produttive Vanna Baldan – a sensibilizzare le istituzioni a realizzare un piano d’azione per contrastare la diffusione della cimice cui debbono corrispondere adeguate coperture finanziare al pari della altre calamità che hanno colpito il paese”.

Ma come agisce la cimice asiatica? L’insetto danneggia il frutto o la coltura (si pensi al mais) succhiandone la linfa e rigurgitandone all’interno un liquido organico che la altera. Le coltivazioni in Riviera a rischio si trovano prevalentemente nell’area sud (Camponogara, Campagna Lupia, Campolongo) perchè più agricola, ma anche nelle frazioni di Giare, Gambarare e Dogaletto di Mira, e a Sambruson di Dolo.

“I frutticoltori denunciano che – spiega il referente di Coldiretti in Riviera Fabio Livieri – pur avendo condotto la lotta fitosa- “Legge sugli affitti Ater da rivedere” nitaria per contenere la cimice asiatica si è notato come, si sono manifestati attacchi massicci che hanno comportato deformazioni e l’arresto della crescita del frutto. Alcune varietà di pere sono state completamente devastate dall’insetto, così come le varietà di mele precoci. Danni anche a pesche e nettarine e ai kiwi e ai noccioli”.

Alessandro Abbadir

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