“L’importante è che siamo amici”: la posizione del Comune di Spinea e del sindaco Vesnaver

“La Piazza web il 13 novembre titola “L’importante è che siamo amici, ma non in consiglio a Spinea” e parla di “consiglio comunale infuocato”. Affermazioni un po’ colorite per descrivere un consiglio comunale nella sua interezza, quando invece le cose non sono andate propriamente così. Manca inoltre il punto di vista del sindaco Martina Vesnaver, che invece lo ha manifestato in conclusione di discussione” fa sapere il Comune di Spinea.

“Per la cittadinanza presente (ma c’è da chiedersi quanti fossero spinetensi e quanti, piuttosto, provenienti da altri paesi) il punto 5 dell’ordine del giorno sembra essere stato l’unico di interesse, perché una volta esaurito quello,i “dimostranti” (forse sarebbe più corretto chiamarli così) se ne sono andati.Li chiamiamo “dimostranti” perché invero il presidente del consiglio Claudio Tessari ha dovuto più volte richiamare alle regole che vogliono i cittadini in silenzio durante i Consigli Comunali, richiami tuttavia che non hanno ottenuto grande esito” continua l’amministrazione.

“La mozione al punto 5, lo ribadiamo, non mirava a far rimuovere il cosiddetto “libro gender” dalla biblioteca della città, bensì a spostarlodalla sezione bambini all’area dedicata agli adulti. E questa è stata anche la posizione del sindaco nel rispondere ed accogliere la mozione, che ha visto il voto favorevole e compatto di tutta la maggioranza”. Alle affermazioni fatte dal consigliere Litt in seduta e riportate nell’articolo, che “L’assessore alla Cultura, tra l’altro, dimostra una scarsa conoscenza anche del funzionamento della biblioteca” l’assessore in questione, Elia Bettin, risponde: “In qualità di assessore alla cultura non mi sono richieste questo tipo di capacità amministrativo-tecniche, il mio ruolo prevede altre competenze ed obblighi. Tuttavia mi pregio di informare il consigliere Litt di aver svolto 2 anni di alternanza scuola lavoro proprio in 2 biblioteche dell’università Ca’ Foscari a Venezia. Ad ogni modo queste sono solamente sterili polemiche. Il punto da discutere è come i bambini possano a quell’età avere gli strumenti per capire certe argomentazioni e quanto opportuno sia porli di fronte a questi temi senza una preparazione”.

“Puntare realmente sul rispetto dell’individuo, qualsiasi tipo di vocazione abbia: questo è il senso della mozione – dichiara il sindaco Vesnaver – Il mio ruolo mi vuole sindaco di tutti e, in quanto tale, mio dovere è tutelare tutti: sia chi vuole avere accesso al volume in questione per assolvere alla propria missione genitoriale facendolo leggere ai propri figli, ma anche quei genitori che non hanno piacere di farlo. Quindi il libro lo troveranno in biblioteca (non bruciamo i libri…..) ma non sarà di libero accesso ai ragazzini”.

E in conclusione Vesnaver ci tiene a ricordare “il poco rispetto che sta continuando a contraddistinguere il suo mandato, l’aggressività, i termini e le modalità con cui viene attaccata continuamente sui social e persino in consiglio comunale”. E aggiunge: “Senza entrare in dettagli poco edificanti, ricordo che i cittadini si sono presentati sì con degli orsetti, ma la modalità con cui si sono posti è stata aggressiva e di poco rispetto per le istituzioni. Concludo dicendo ad ogni modo che questi sono tutte polemiche, alle quali il più delle volte non rispondiamo, vuoi perché concettualmente non fanno parte di noi, vuoi perché, soprattutto, siamo decisamente più impegnati a fare. E, come ho già detto altre volte, i fatti parleranno per noi”.

 

 

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