Quinto di Treviso: Vortex strike? “Effetto collaterale”

Il presidente dell’Associazione Comitato aeroporto di Treviso non ci sta: “Le quote citate nella sentenza della Corte d’Appello non sono veritiere, gli aereomobili volano ad altezze ben inferiori”

La sentenza della Corte d’Appello di Venezia ha dichiarato solo come “attività pericolose” le movimentazioni aeronautiche effettuate in atterraggio presso l’aeroporto Canova di Treviso. I piani di volo, quasi mai rispettati, prevederebbero il mantenimento della quota di 115,8 metri dal tetto di uno dei numerosi fabbricati soggetti ai disagi del passaggio degli aeromobili. In realtà la quota normalmente tenuta sarebbe di 70 metri.

Il Presidente dell’Associazione Comitato aeroporto di Treviso, Giulio Corradetti, sosterrebbe però che nella realtà le quotidiane e ripetitive movimentazioni aeronautiche citate vengono effettuate ad una altezza di molto inferiore ai 70 m dal tetto dei fabbricati nel centro di Quinto di Treviso, affermando che le quote citate nella sentenza non sarebbero dunque veritiere. Il problema, che persiste da oltre 10 anni, sarebbe stato affrontato fino ad ora esclusivamente tramite il riconoscimento economico del danno causato alle coperture dei tetti, danni che tuttavia non sono mai stati effettivamente risarciti.

Il Comitato ha da sempre sostenuto l’incompatibilità del territorio con l’attività aeroportuale che provoca seri e continui disagi ai residenti e alle loro abitazioni. La possibilità di accadimento del fenomeno “vortex strike”, che dovrebbe essere considerato di estrema gravità per il gestore, le autorità nazionali, regionali, provinciali e del territorio, e i continui problemi che i cittadini di Quinto sono costretti a subire, risultano invece essere solo degli “effetti collaterali”.

Nelle prescrizioni inserite nel parere positivo a “Strumento di pianificazione e ottimizzazione al 2030” dell’aeroporto Canova, rilasciato dalla Commissione VIA-VAS nazionale, è prescritto di attivare una “procedura per la realizzazione di interventi di riparazione delle coperture danneggiate e di consolidamento preventivo di quelle a maggior rischio”. Un riconoscimento fortemente contestato al Comitato che lo reputa intollerabile e assurdo nonché causante un’indegna qualità della vita dei residenti.

Gaia Ferrarese

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