Home Padovano Padova Nord Vigodarzere: il raddoppio per il ponte ferroviario sul Brenta approda a Roma

Vigodarzere: il raddoppio per il ponte ferroviario sul Brenta approda a Roma

L’assessore regionale Elisa De Berti nella capitale ha fatto il punto sullo stato di attuazione del potenziamento della rete

Il raddoppio del ponte sul Brenta tra Vigodarzere e Padova finisce a Roma sul tavolo di Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rfi, la Rete Ferroviaria Italiana. A portarlo, all’interno di una dettagliata relazione su questo e altri interventi, l’assessore regionale a Infrastrutture e Trasporti, Elisa De Berti nel corso di un incontro che ha fatto il punto sullo stato di attuazione dei programmi di potenziamento dell’intero sistema ferroviario nel Veneto, sui quali la Regione e Rfi hanno sottoscritto negli anni scorsi più di un accordo.

Quello del ponte sul Brenta tra Vigodarzere e Padova è un vecchio progetto (approvato durante la giunta regionale guidata da Giancarlo Galan, assessore alle Infrastrutture, Renato Chissa). Prevede la costruzione, a fianco di quello esistente della storica tratta ferroviaria Padova-CamposampieroCastelfranco, di un ponte lungo 100 metri a doppio binario, tra le stazioni di Padova Centrale e Vigodarzere in direzione Castelfranco. L’avvio dei lavori è in programma nel 2023.

A Roma l’assessore De Berti ha parlato anche della definizione precisa dei tempi per il via libera al progetto esecutivo. Se dovesse andare in porto, sia il nuovo binario pari che quello dispari, andrebbero a innestarsi, rispettivamente, al primo e secondo della stazione di Vigodarzere. L’intero intervento è previsto di snodi lungo un percorso di 1,9 chilometri. Si tratterebbe di valore aggiunto sia per il transito dei treni tra Padova e Vigodarzere, ma anche sull’intero percorso tra Padova e Castelfranco e tra Padova-Camposampiero-Cittadella-Bassano del Grappa.

Per la realizzazione del nuovo ponte sul fiume Brenta è stato previsto in progetto un costo complessivo di 40 milioni di euro. I fondi sono già stati stanziati dal Fondo di Sviluppo e Coesione. All’inizio erano stati destinati alla riapertura della linea dei Bivi di Mestre; in seguito, sono stati dirottatiproprio sul nuovo viadotto sul fiume Brenta.

Nicoletta Masetto

Seguici anche su

6,328FansLike
276FollowersFollow
3SubscribersSubscribe