Home Padovano Conselvano Conselve: “Tra degrado e abbandono, ecco dove”

Conselve: “Tra degrado e abbandono, ecco dove”

Andrea Zanetti, consigliere comunale di opposizione, stila il dossier dei luoghi e degli edifici trascurati o dimenticati

In centro a Conselve sono molti gli edifici e gli spazi urbani da recuperare o da risanare, a leggere il dossier messo a punto dal gruppo consiliare di opposizione “Insieme per il bene comune” e presentato in consiglio comunale.

“Abbiamo voluto fare una carrellata di situazioni di degrado o casi irrisolti nel nostro contesto urbano che premono per una soluzione che ridia slancio e sicurezza al nostro territorio, da troppo tempo dimenticato e immobile sotto questo profilo”, afferma il consigliere Andrea Zanetti, avanzano la proposta di “ recuperare parti di Conselve che hanno perso i loro connotati originari e con il tempo e le non-scelte sono diventati dei luoghi insignificanti. Anziché lasciare queste situazioni al proprio destino, si potrebbe trasformarle in risorse per riqualificare il centro storico con ricadute nel tessuto sociale e commerciale”. E’ il caso dell’ex sede municipale in piazza XX Settembre, per decenni occupata dagli uffici dell’Uls e ora vuota. “La convenzione con l’Uls per il fabbricato in piazza Battisti scade nel 2020 mentre per l’ex municipio non vi sono notizie”.

C’è poi l’ex Acquedotto Conselvano, da tempo oggetto di una permuta in corso di definizione ma anche in questo caso per ora non se ne è fatto nulla. Tutto bloccato pure per l’Ambito 7, l’area in pieno centro per la quale deve ancora partire il progetto di risanamento e urbanizzazione. “Stiamo parlando di una zona in pieno decadimento ambientale, a due passi dalle piazze, un danno d’immagine alla città, per la quale non ci sono ancora idee precise”, osserva Zanetti, continuando con lo stato in cui versa la scuola elementare Da Vinci, in attesa di una sistemazione esterna del fabbricato e del marciapiede, pieno di buche e di avvallamenti.

Critica anche la situazione della palazzina dell’Anagrafe, che divide gli spazi con l’assistenza sociale e presenta problemi logistici. Fra i beni privati segnalata la situazione di degrado in cui versa l’ex hotel Oasi, ormai chiuso da tempo e senza novità all’orizzonte.

Nicola Stievano

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