Home Veneziano Riviera del Brenta Presenza di nitrati e batteri nel Naviglio e nel Brenta

Presenza di nitrati e batteri nel Naviglio e nel Brenta

Sul Naviglio fra Stra e Fusina, e sul fiume Brenta si è rilevata la presenza del batterio dell’Escherichia coli, e di nitrati anche se in percentuali non superiori al limite della pericolosità. A spiegarlo è l’associazione Brenta Sicuro che promuove il progetto, drinkable rivers dell’Università di Delft e dalla rete mondiale #Unesco del #WaterMuseum, partendo dal presupposto che, fino a pochi decenni fa le acque dei fiumi erano la primaria fonte di approvvigionamento dell’acqua da bere.

“Per monitore le acque dei fiumi europei complessivamente – spiega Marino Zamboni dell’associazione Brenta Sicuro – in 15 nazioni, si sono formati 32 i gruppi di lavoro (4 in Italia: 2 a Brescia, uno sul Marzenego (vicino a Mestre) ed il nostro, formato dall’associazione Brenta Sicuro e dal Museo della navigazione fluviale di Battaglia Terme, uno straordinario gruppo di lavoro di oltre 1.000 persone”.

Ma andiamo nel dettaglio. “La nostra azione – dice Zamboni – ha portato alla partecipazione di circa 100 persone, 15 punti di prelievo, 4 mattinate di impegno (più molte ore per organizzare e raccogliere i dati), condivisioni eccezionali con le amministrazioni di Limena, Battaglia Terme, Stra, Fossò, la partecipazione di Legambiente, con i circoli Medio Brenta e Riviera del Brenta, dell’associazione dei Pescatori, la partnership con Vittorio Riondato e la sua particolare, fantasiosa e stravagante Arcaluna”.

Quindi i dati emersi. “Dai rilevamenti effettuati lungo il corso del Brenta, da Limena Brondolo di Chioggia, sul Naviglio fino a Fusina ed anche lungo il Canale Battaglia a Battaglia Terme – continua – è emerso che i nostri fiumi (perlomeno quelli fin qui rilevati) non sono in “perfetta” salute. Come da aspettative, si sono rilevate tracce di contaminazione da nitrati e presenza di colonie di batteri Escherichia coli, seppure tutti all’interno dei parametri fissati dalla legge e verificati da Arpav sulla potabilità delle acque. In qualsiasi caso è presto per pronunciarsi sui dati; sarà di fondamentale importanza confrontarli con quelli delle altre rilevazioni fatte negli stessi giorni su altri fiumi europei”. Solo così si potrà capire se i livelli di contaminazione sono in linea con quelli degli altri fiumi, oppure se si è in presenza di situazioni da tenere sotto stretto controllo.

Brenta Sicuro comunque intende fare delle precisazioni. “I prelievi svolti non intendono – conclude Zamboni – in alcun modo sostituirsi a quelli con carattere scientifico che vengono effettuati da Arpav od altri importanti enti riconosciuti ma vogliono, anzi, essere di supporto, aiuto e confronto con ogni ente ed i cittadini, nello spirito di collaborazione che contraddistingue, da sempre, le attività di Brenta Sicuro”.

Alessandro Abbadir

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