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Adria. Polemica sul controllo di vicinato

Spinello critica l’amministrazione, che annuncia di non attivare il servizio senza i comitati di quartiere

“Il controllo di vicinato, dal nostro punto di vista, è subordinato e comunque necessita di una forma di organizzazione di cittadini, come i comitati di quartiere e di frazione, il cui percorso verrà condiviso con gli esponenti dell’opposizione e richiede l’approvazione del consiglio comunale di un regolamento e poi un passaggio fondamentale nel cambio dello statuto comunale, nel quale attualmente sono previste solo le consulte”.

Queste le parole del sindaco Omar Barbierato, che hanno contrariato il consigliere di opposizione Sandro Gino Spinello, che le bolla come “beffarde e un po’ ipocrite”. Il consigliere, che aveva presentato in consiglio la mozione per introdurre questa fomula, spiega: “Dire che si riparlerà di controllo di vicinato dopo aver costituito il comitati di frazioni e di quartiere vuol dire rinviare tutto a tempi biblici. La stessa Prefettura ha chiesto ai comuni di adottarlo e si dichiarata disposta a fornire assistenza tecnico-giuridica. La stessa Regione Veneto ha adottato all’unanimità una legge specifica. Comincio a pensare che tanta freddezza derivi dal fatto che questa proposta non ha la primogenitura di Barbierato e della sua giunta”.

Ma Barbierato insiste: “Quando si è trattata la mozione del consigliere Spinello in consiglio comunale l’atto è passato per il voto della maggioranza. Per attuarlo ai fini pratici, il controllo di vicinato necessita dei comitati di quartiere e di frazione come strumenti di coinvolgimento di persone e quindi di partecipazione democratica dei cittadini. Questo perchè negli incontri informativi già organizzati in passato, in cui si parlava di prevenzione alle truffe, rivolti soprattutto a quelle persone prese di mira, come gli anziani, le riunioni non erano ben partecipate. Inoltre ad oggi, non esistono richieste da parte di gruppi di cittadini per l’istituzione del controllo del vicinato, dopo l’approvazione del consiglio comunale”.

Giorgia Gay

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