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Bassa Padovana: “Tubone” anti Pfas in arrivo

Nella Bassa Padovana la condotta da 20 km costerà 42 milioni

Niente più acqua contaminata per le irrigazioni del Montagnanese e della Scodosia. E’ ufficialmente pubblicata la gara per la realizzazione del cosiddetto “tubone anti-Pfas”, il progetto irriguo più importante d’Italia a detta del Consorzio di bonifica Adige Euganeo.

La realizzazione del tubone anti-Pfas, che da Cologna Veneta correrà per 20 chilometri fino a Merlara, richiederà un investimento pari a 42 milioni di euro. La funzione del tubone anti-Pfas è duplice: garantire acqua pulita per l’irrigazione, evitando di attingere dal Fratta Gorzone che è tra i fiumi più inquinati della regione, e minimizzare gli sprechi, anche in vista dei sempre più frequenti periodi di siccità.

Il progetto prevede la realizzazione di un tubo sotterraneo che parte da Cologna Veneta e arriva sino a Merlara: 19,3 chilometri che toccheranno Pressana, Minerbe, Montagnana, Urbana e che andranno a garantire acqua pulita anche per altri Comuni padovani per un totale di 8 mila ettari. Che, conti alla mano, significano almeno mille imprese agricole. Nella nuova condotta da 20 chilometri scorrerà l’acqua prelevata dal canale Leb, che a sua volta la pesca dall’Adige, fiume “pulito” per antonomasia. Per l’irrigazione si eviterà l’utilizzo dell’acqua del Fratta Gorzone, dove sono presenti anche concentrazioni di Pfas.

Il tubone sarà completamente sotterraneo, fino a 5 metri di profondità, e avrà un diametro variabile da 1 a 1,8 metri, garantendo una portata di 2,5 metri cubi al secondo. La gara per i lavori è già partita. Chi vincerà l’appalto avrà poi tre anni di tempo per portare a termine l’opera, che dunque sarà inaugurata entro il 2024.

Nicola Cesaro

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