Home Padovano Conselvano Cala la scure sui Comuni conselvani “penalizzati gli enti più virtuosi”

Cala la scure sui Comuni conselvani “penalizzati gli enti più virtuosi”

Milan e Cavazzana: “Ci stanno dissanguando, viene castigato chi rispetta i conti”

L ’anno nuovo non si è aperto nel migliore dei modi per i sindaci, in larghissima parte penalizzati dai tagli di trasferimenti statali e quindi di risorse necessarie per il funzionamento della macchina amministrativa. La cattiva notizia arriva direttamente da Roma e riguarda il ridimensionamento del fondo di solidarietà.

I nuovi criteri di ripartizione definiti dalla Conferenza Stato – Città penalizzano infatti le amministrazioni con ulteriori tagli, che avranno conseguenze dirette sui bilanci del Comuni più colpiti. Nel Conselvano non c’è nessuno che si salva e c’è chi definisce questo nuovo provvedimento una misura che “dissangua” gli enti locali. A rimetterci, affermano all’unisono i sindaci saranno i Comuni virtuosi, quelli che da anni hanno fatto i salti mortali per far quadrare i conti e rispettare i rigidi parametri imposti dalla legge. In Veneto la riduzione di 7,7 milioni riguarda ben 418 Comuni su 563 e nel Conselvano tutti ci perdono. Il prezzo più alto lo paga Bagnoli di Sopra con 25.961 euro di tagli, seguito da Tribano con 21.304, quindi Anguillara Veneta 17.034 euro in meno, Arre 10.726, Conselve 9.664, Agna 9.214, Candiana 7.704, Terrassa Padovana 7.145 e Bovolenta 6.863 euro.

“Dopo i criteri del superamento del turnover che penalizzano pesantemente i Comuni veneti perché virtuosi ed efficienti – spiega Massimo Cavazzana, sindaco di Tribano e consigliere nazionale dell’Anci – ora ci vediamo depredati a favore di chi è in disavanzo o ha i propri bilanci in rosso. Non possiamo ignorare questa grave situazione, per questo il 16 gennaio siamo stati a Roma all’Anci Nazionale, da dove abbiamo iniziato la nostra battaglia, non solo per le ingiuste detrazioni ma anche per il problema delle assunzioni che ci vedono penalizzati rispetto ad altre zone d’Italia perché siamo tra i più virtuosi nel rapporto dipendenti/popolazione e, pertanto, con la nuova norma ci vediamo ulteriormente ridotta la possibilità di far fronte al turnover”. Cavazzana aggiunge che far quadrare i conti comunali è sempre più difficile, ma anche mantenere i servizi è un’impresa con il personale sotto organico e l’effetto quota 100 sui pensionamenti.

A questo punto si profila il rischio di un taglio di servizi o di un aumento di imposte e tariffe per compensare gli ammanchi. “Nel nostro caso – prosegue – io e la mia giunta abbiamo rinunciato alle indennità di carica per dare maggiori risorse al sociale e ai servizi istituendo il servizio civile comunale, abbiamo messo a disposizione circa 40.000 euro all’ anno a favore della nostra comunità e ora me ne vedo sottratti più del 50% dallo Stato, eppure abbiamo appena 10 dipendenti a fronte dei 28 di riferimento nazionale”. E’ furioso anche il sindaco di Bagnoli Roberto Milan: “Chi rispetta i conti e sta attento a non indebitarsi viene castigato con minori trasferimenti. E il Comune di Bagnoli è tra quelli più colpiti. È una Strategia per penalizzare chi si comporta bene per dare soldi ai comuni in dissesto”.

Nicola Stievano

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