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Casa di riposo a Codevigo: due posti gratuiti per soggetti indigenti

L’accordo tra Comune e Frimat spa, che costruirà nei prossimi mesi la struttura, privata, prevede questa nuova integrazione. Perplessi gli esponenti dell’opposizione in Consiglio

Due posti gratuiti riservati a soggetti indigenti residenti nel territorio comunale. E’ la novità inserita nella modifica dell’accordo tra pubblico e privato stipulato tra Comune e Frimat spa, la società con sede a Rossano Veneto che costruirà nei prossimi mesi la nuova casa di riposo privata di via Vittorio Emanuele III. La struttura per anziani non autosufficienti sorgerà in un terreno privato, ora incolto, antistante il cimitero del capoluogo.

L’integrazione all’accordo, che già prevedeva opere compensative di convenienza pubblica (sistemazione viabilità, un parcheggio, un parco verde, sottoservizi) a favore del Comune per circa 200 mila euro, è arrivato a seguito della revisione dei Piani di zona dell’Usl 6 che ha aumentato il numero dei posto letto, che per Codevigo passano da 114 a 120. Il Comune, alla luce di questa nuova opportunità, ha contrattato, come ulteriore beneficio pubblico, la possibilità di vedersi riservati in maniera continuativa e gratuita due posti letti per cittadini indigenti. Un’opportunità che consentirà di alleviare in futuro le spese dell’ente comunale che, come succede normalmente adesso, deve integrare le rette degli ospiti con comprovate difficoltà economiche.

“Nell’ultima Conferenza dei sindaci – spiega il sindaco Francesco Vessio – abbiamo richiesto e ottenuto sei posti in più. Con Frimat abbiamo poi negoziato di averne un paio a nostra diretta disposizione. Posti esclusivi e riservati in perpetuo, che sono una grande cosa se parametrati ai costi che graverebbero sul Comune che dovrebbe comunque farsi carico delle indigenze”.

Nelle scorse settimane in consiglio comunale, sulla questione generale del progetto della casa di riposo, le minoranze hanno continuato a esprimere le loro molteplici perplessità. In particolare i consiglieri del M5S hanno chiesto all’amministrazione, senza avere comunque seguito, di sospendere ogni decisione almeno fino a quando il Tar non si sarà espresso sui tre ricorsi pendenti e che potrebbero, teoricamente, cambiare tutte le carte in tavola.

Alessandro Cesarato

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