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Cavarzere: Epifania 2020

Recita un detto: “Abbiamo fatto 30, facciamo 31…”. E perché non 32?

Già, questi sono gli anni della nostra “signorina” (non è sposata) o, meglio, sono 32 gli anni di supplizio della povera vecchia da quando il nostro gruppo ha ripreso in mano questa antica manifestazione. Fortunatamente, anche se ne parliamo come fosse veramente una persona in carne ed ossa, lei è solo un simbolo: è, idealmente, l’anno ormai passato (l’anno vecchio, appunto) che viene bruciato quasi a voler scrollarsi di dosso in maniera decisa, come solo il fuoco sa fare, tutte le negatività che ci hanno fatto soffrire per scrivere un’altra pagina della nostra vita su un foglio bianco e pulito.

Come detto all’inizio, però, la tradizione della “Brusavecia” va molto al di là dei 32 anni; è un retaggio del folklore di varie antiche civiltà che, con ogni probabilità, sono state nei nostri territori secoli fa: popolazioni nomadi o barbari conquistatori che almeno nel patrimonio culturale contadino hanno lasciato la propria impronta.

Ed ecco che tornano in mente i fuochi celtici, tipici di popoli del nord Europa, che avevano proprio uno scopo purificatore; o il Bombasin, figura “mitologica”, spauracchio dei bambini che con le sue corna ricorda gli elmi cerimoniali dei Vichinghi; ma la Befana con le calze piene di dolci o di carbone, e lo stesso guardiano del Bombasin, il bovaro, sono tutti personaggi tipici del periodo invernale, natalizio in particolare…

Nella ricorrenza del 6 gennaio, però, si mescolano il sacro ed il profano: per i fedeli cattolici, infatti, il 6 gennaio è l’Epifania, cioè il Divino che si manifesta e per questo nella rappresentazione del Presepio i Magi vengono posti nel contesto non prima del giorno 5.

Quale occasione migliore, dunque, per visitare il presepio nella chiesa di S. Pietro? Avreste avuto la prova che, nelle nostre frazioni, le tradizioni sono ancora molto radicate e con esse i valori che, perpetuandole, sono tenuti vivi.

L’appuntamento è stato nel tardo pomeriggio di lunedì 6 gennaio 2020. Alle 19.30 è iniziato il falò vero e proprio seguito dallo spettacolo pirotecnico ma già da prima, i presenti hanno potuto degustare i nostri panini caldi, il vin brulè, la cioccolata calda e i tipici dolci natalizi, con il migliore augurio del Centro Sportivo Culturale 5 Martiri.

Anna Bergantin

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