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Cavarzere. Un tavolo tecnico per discutere l’assetto sanitario dell’area sud

Attivare un tavolo tecnico tra i Comuni di Cavarzere e Cona per discutere sull’assetto sanitario futuro della zona sud della provincia.

E’ questa la richiesta dei consiglieri di minoranza Emanuele Pasquali, Roberta Fava e Pierfrancesco Munari all’amministrazione comunale che, a detta di Pasquali, “continua ad essere completamente assente e non si conosce quali siano le sue idee in merito”.

La mozione, che è stata discussa in consiglio comunale, nasce dalla considerazione, per i tre consiglieri, che “la situazione della sanità di Cavarzere e Cona sta preoccupando i cittadini, evidenziando l’esigenza di risposte pronte e unitarie sia nell’ottica dell’ospedale di Cavarzere sia dei servizi sanitari offerti ai cittadini, in primis la presenza dei medici di base sul territorio e il rafforzamento del gruppo di dottori della medicina integrata di Cavarzere”.

Per i tre consiglieri, la proposta del sindaco di Chioggia di attivare un collegamento con l’ospedale di Mestre “non può essere l’unica iniziativa che interessi il territorio in ambito sanitario”. E aggiungono: “È opportuno che si arrivi a una visione comune delle questioni, al fine di dare a tutti i residenti gli stessi servizi e le stesse opportunità e tale unità di intenti sia alla base della trattativa istituzionale che si intenderà proporre alla Regione”.

Quindi concludono: “Il Comune di Cavarzere per storia e per il numero dei residenti non può stare a guardare l’evolversi della complessa situazione politica/ sanitaria senza proporre alcuna idea, subendo decisioni prese da altri che andranno a influire sui servizi offerti alla popolazione. Nessuna novità sul fronte della cittadella”.

A fare il punto è il sindaco Henri Tommasi, che lamenta l’assenza della Regione sul tema. “Ho fatto svariate telefonate in Regione per capire come stanno le cose – precisa – e l’assessore Lanzarin mi aveva fatto sapere che entro il mese novembre si sarebbe sbloccata la situazione, invece niente (al momento in cui andiamo in stampa, ndr). Non nego che sono molto amareggiato e che non vorrei che adesso ci venissero a dire che se ne riparlerà dopo le elezioni del 2020, perché a questo punto non ci staremmo più e sarà evidente che stanno facendo semplice campagna elettorale”.

E insiste: “Sono anni che chiediamo risposte. Due anni fa la Regione ha tracciato con la delibera regionale il percorso, e adesso è ancora tutto fermo per colpa della stessa Regione che non si è decisa a chiudere il percorso. Sono amareggiato”.

Giorgia Gay

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