Home Veneziano Chioggia Chioggia: Il clochard, i bulli e il vuoto di valori

Chioggia: Il clochard, i bulli e il vuoto di valori

Minorenni a inizio novembre hanno tentato di dare fuoco ad un senzatetto per noia. L’episodio ha suscitato sdegno in città ma anche molte domande sulla cosiddetta generazione dei millenials.

Si è presentata alla caserma dei Carabinieri per chiedere scusa per le responsabilità del proprio figlio. Ha scelto questo gesto, il più semplice e istintivo, la mamma di uno dei due adolescenti chioggiotti che in una serata di “ordinaria noia” autunnale hanno deciso di tentare di bruciare un noto clochard locale. Parte da qui, dalle scuse, il racconto dell’ episodio risalente ai primi giorni di novembre che ha fatto molto discutere in città.

Con la stessa semplicità e schiettezza, anche l’amministrazione comunale ha subito fatto sentire la propria voce “E’ un episodio da condannare nel modo più fermo possibile – ha dichiarato il sindaco Alessandro Ferro – non deve passare assolutamente come una goliardata. Sono rimasto sconcertato da quanto ho visto e dal vuoto valoriale che purtroppo manifestano alcuni dei nostri giovani”.

Anche l’assessore alle Politiche sociali Luciano Frizziero ha espresso sdegno e sconcerto per l’accaduto. “Questi episodi denotano il grave disagio in cui vive la popolazione minorile di Chioggia e non solo, privata dei valori elementari di sociale convivenza, alla quale concorre globalmente una società (dalla famiglia alla scuola) che non riesce più a dialogare coi giovani e porre strumenti di difesa alla loro fragilità, che si manifesta in episodi di bullismo, di vandalismo, di mancanza di rispetto nei confronti degli altri”. I responsabili del grave episodio sono stati in breve tempo individuati e verranno sicuramente puniti, ma le domande che ci si pone dopo fatti del genere vanno oltre il campo “limitato” dei fatti accaduti.

Quello che è accaduto è forse solo la punta di un iceberg. Basta citare, a titolo di esempio, la riva che costeggia la laguna del Lusenzo; che sta lì, con i suoi scorci di rara bellezza, le decine di amatori che si cimentano in passeggiate o corse amatoriali; ma anche satura di decine di compagnie di adolescenti che si ritrovano dal tardo pomeriggio. Stanno li, seduti; non fanno nulla. Scooter e bici elettriche sfrecciano quasi come si trattasse di una vera e propria strada urbana; schiamazzi e grida praticamente ininterrotti.

L’episodio del clochard sembra anche il racconto di un vuoto, di una città che forse non mette a disposizione sufficienti spazi di aggregazione per i nostri ragazzi. Non esiste giustificazione per quanto è accaduto e non deve essere questa l’occasione di sterili strumentalizzazioni. Solo cerchiamo di cogliere l’occasione per fare qualcosa in più anche noi; i “grandi”.

Luca Rapacciuolo

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