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Chioggia: sette percorsi per il turismo lento

Firmato un protocollo d’intesa per unire il mondo dell’agricoltura e quello dell’ospitalità che interessa l’area di produzione del radicchio di Chioggia Igp, tra Padova, Venezia e Rovigo

Un protocollo d’intesa è stato sottoscritto presso l’Ortomercato di Chioggia per unire il mondo dell’agricoltura e quello del turismo che interesserà l’area di produzione del Radicchio di Chioggia Igp, tra le province di Padova, Venezia e Rovigo. Si tratta di ambienti naturali assai suggestivi quali la Laguna di Venezia, che con i suoi 550 chilometri quadrati la rendono la più grande d’Italia, e il Delta del Po, con una superficie di oltre 700 chilometri quadrati, tra i più grandi apparati deltizi in Europa.

Il progetto “Gli itinerari del Radicchio di Chioggia Igp”, dopo il convegno di presentazione dello scorso novembre, coinvolge varie realtà operative: il Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp; il Consorzio di promozione turistica Lidi di Chioggia; l’A.S.A. Associazione Albergatori di Chioggia, Sottomarina Lido, Isola Verde; l’Ascot Associazione Operatori Balneari; la società Ortomercato del Veneto e la società di comunicazione Speak Out Srl, impegnate congiuntamente in un programma di azioni per la valorizzazione e il sostegno del settore turistico. Alberghi, Bed&Breakfast, stabilimenti balneari, campeggi, aziende produttive e di trasformazione agricola: più di 200 realtà del territorio interessate alle opportunità di sviluppo che cicloturismo, turismo gastronomico e quello di visitazione.

“Al Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp – spiega il presidente, Giuseppe Boscolo Palo – è appena stato rinnovato per un altro triennio, dal Ministero delle Politiche Agricole, l’incarico per la tutela e la vigilanza del prodotto. Promuovendo il Radicchio di Chioggia Igp, facciamo conoscere anche la sua terra”.

“Grazie al turismo rurale, a quello naturalistico e al cicloturismo – aggiunge Giuliano Boscolo Cegion, presidente Associazione Albergatori Chioggia – Chioggia potrebbe aumentare l’attuale milione e 400 mila turisti che arrivano ogni anno, ma anche aumentare la loro spesa media. Infatti, il turista standard della vacanza al mare spende circa 67 euro al giorno, mentre chi si sposta verso itinerari culturali, naturalistici o con scopi enogastronomici anche 134 euro al giorno. Inoltre l’offerta per il turismo lento può estendere la stagione turistica, aggiungendo al periodo estivo anche la primavera e l’autunno, i migliori momenti dell’anno per viaggiare su due ruote”.

“I prodotti tipici – sottolinea Renzo Bonivento, presidente del Consorzio di promozione turistica riconosciuto dalla Regione Veneto Lidi di Chioggia – stanno diventando sempre più dei punti di riferimento per l’individuazione delle destinazioni turistiche. Erano il 21% tre anni fa quelli che per la scelta delle loro vacanze cercavano la visita di musei del gusto, l’escursione lungo le strade del Vino o il soggiorno in agriturismo e oggi sono diventati il 48%”.

Eugenio Ferrarese

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