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Coimpo, situazione che preoccupa ad Adria

Il sindaco Barbierato dopo il sopralluogo: “Ci sono ancora vasche e silos pieni di liquame”

A quasi sei anni di distanza da quel terribile incidente in cui persero la vita quattro lavoratori, le polemiche attorno al caso Coimpo non accennano a diminuire. Dopo le sei condanne per omicidio colposo plurimo dello scorso ottobre, lo stabilimento continua a preoccupare i cittadini di Adria e della frazione di Ca’ Emo per la presenza al suo interno di tonnellate di materiale non ancora analizzato.

“Ci sono ancora sei vasche e almeno una ventina di silos pieni di liquame”, fa sapere il sindaco Omar Barbierato, che nelle scorse settimane ha effettuato un sopralluogo nella sede situata in località America, accompagnato dall’assessore all’ambiente Matteo Stoppa, dal custode giudiziario dello stabilimento della ditta Coimpo Carlo Gennaro, da alcuni tecnici comunali e dal personale Arpav. “Il Comune ha chiesto all’Agenzia per l’ambiente della Regione Veneto di fare dei campionamenti all’interno delle vasche per capire cosa c’è dentro ed escludere pericoli per la sanità. Poi bisognerà svuotare e bonificare l’intera area” continua Barbierato.

“Questo non è un problema solo delle campagne di Ca’ Emo e di Adria, non è escluso che non si chieda aiuto anche al Ministero”. Anche il neo assessore Stoppa ha manifestato la sua preoccupazione dopo il sopralluogo: “Bisognerà pensare anche a dei provvedimenti per evitare che malintenzionati portino all’interno rifiuti o altro materiale che possano recare ulteriori problemi per la salute dei cittadini”.

Le prime analisi effettuate da Arpav a novembre su alcuni campi di Ca’ Emo, oggetto degli sversamenti di fanghi in uscita dall’impianto Coimpo, avrebbero comunque escluso la presenza di agenti inquinanti. Non resta che attendere ora l’esito di questi nuovi rilevamenti per sapere come evolverà la triste vicenda Coimpo, diventata ormai una storia di interesse nazionale.

Chiara Tomao

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