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Comune unico? Per ora niente da Treviso

Il sogno è riuscire a unire le forze per avere più risorse, risparmiare e garantire un’ottimizzazione dei servizi ai cittadini

Salta l’idea di unire i Comuni di Paese, Quinto, Istrana, Zero Branco e Morgano. Sarebbe potuto nascere un paese da 60mila abitanti. Per il momento, invece, non se ne parla. I municipi hanno fatto uno studio ad hoc per valutare l’opportunità di condividere gli uffici, ma è emerso che non sarebbe conveniente. Così per ora il progetto è destinato a rimanere lettera morta.

“Alla luce dei conteggi finali, per uniformare i servizi ci sarebbero stati aumenti importanti – rivela Luca Durighetto, sindaco di Zero Branco – sarebbe comunque positivo se si riuscisse ad arrivare a un’aggregazione per progetti, ad esempio nell’ambito dei servizi sociali. Mai dire mai”. A livello generale, l’idea di fondere i municipi più piccoli in maxi-Comuni piace sia ai sindacati sia agli industriali. Questi ultimi sono pronti a sostenerla in modo diretto. Il sogno è riuscire a unire le forze per avere più risorse, risparmiare e garantire un’ottimizzazione dei servizi ai cittadini.

“Guardiamo con favore ai progetti di alleanza e fusione tra i Comuni – spiega Fiorenzo Corazza, vicepresidente di Assindustria Venetocentro –, consideriamo che una maggiore scala dimensionale possa rendere più incisiva la rappresentanza dell’ente e della comunità locale. Grazie agli investimenti in digitalizzazione, inoltre, è possibile mantenere e migliorare l’offerta di servizi ai cittadini, senza perdere la presenza diretta nel territorio”. Per i sindaci non è semplice passare dalle idee ai progetti.

Il campanilismo resta forte. Ma alcuni paesi puntano a fare da apripista: oltre a Pieve del Grappa, già nato dalla fusione di Crespano e Paderno, ci sono San Biagio, Villorba e Cavaso. Da San Biagio si guarda ai paesi vicini come Breda e Zenson. Vorrebbe dire dar vita a un comune da quasi 23mila abitanti. Ma subito emergono punti di vista diversi. A Breda sono possibilisti. A Zenson, invece, chiudono la porta. Sembra più fattibile il progetto di “matrimonio” tra Cavaso, Castelcucco, Possagno e Monfumo.

Qui, nella patria del Canova, nascerebbe un nuovo paese da quasi 9mila abitanti. I precedenti, però, non sono tutti andati a buon fine come accaduto per Pieve del Grappa. Cinque anni fa Villorba e Povegliano provarono a fondersi nel nuovo comune di Terralta Veneta. Ma attraverso il referendum, i cittadini bocciarono il “matrimonio”.

Mauro Favaro

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