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Festa a Este per il ritorno della grande tela di Zanchi alla Chiesa della Salute

“La presentazione al tempio di Maria”, capolavoro settecentesco, è stata oggetto di un attento restauro. Presto toccherà alle altre opere del ciclo pittorico

L’attesa, non si può nascon- dere, è per la fine del restauro della pala del Tiepolo. Intanto, però, a Este si accoglie un altro capolavoro rimesso in sesto. La Chiesa della Beata Vergine della Salute ha riabbracciato il capolavoro settecentesco dell’artista atestino Antonio Zanchi, “La presentazione al tempio di Maria”.

La grande tela – venti metri quadri di superficie – è stata al centro di una delicata opera di restauro a cura di Valentina Piovan, cominciata lo scorso febbraio e costata 25 mila euro. Le festività natalizie sono servite ad accogliere ufficialmente il ritorno dell’opera restaurata, il cui valore è indiscutibile. Zanchi è stato protagonista della pittura veneta del Seicento ed ha forti legami con la cittadina, visto che l’artista nacque proprio a Este nel 1631.

“Antonio Zanchi era già definito “pittor celeberrimo” nel 1661, a soli 30 anni” ricorda l’esperto d’arte Fabrizio Malachin “L’adesione ai modelli langettiani e giordaneschi, assieme alla rivisitazione della grande tradizione veneziana cinquecentesca in chiave naturalistica, lo hanno qualificato come il più moderno e ricercato interprete sulla piazza”.

Il maestro di Este è di ispirazione anche per “grandi” come Giambattista Tiepolo, che “cita” Zanchi nella tela “Santa Tecla intercede per la liberazione della città dalla peste” che guarda caso è dipinta per il duomo di Este, è attualmente in fase di restauro e che la cittadina attende ormai da quasi un decennio.

“L’invenzione compositiva di Tintoretto, mediato dal colorismo del napoletano Luca Giordano, e il forte contrasto chiaroscurale dei “tenebrosi”, derivato dal genovese Giambattista Langetti: ecco le caratteristiche e i toni che imprimono la tela”, spiega ancora Malachin illustrando il valore della tela “La presentazione al tempio di Maria” ospitata nella chiesa della Salute, gioiello del patrimonio artistico-religioso comunale, oggi uno tra i più singolari esempi di architettura seicentesca della zona.

Conserva al suo interno lo straordinario ciclo pittorico realizzato tra il 1649 e il 1721, testimonianza della fervida cultura pittorica estense dell’epoca, tra cui spiccano i teleri dello Zanchi: oltre alla tela restaurata, ci sono anche lo “Sposalizio della Vergine” e “L’Annunciazione”. L’impegno del Comune è di continuare il restauro del ciclo pittorico, soprattutto in vista del 2022 quando ricorreranno i 300 anni dalla morte di Zanchi.

Nicola Cesaro

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