Home Padovano Padova Nord L'ex Casello a Vigodarzere: “Da emergenza abitativa a caso di ordine pubblico”

L’ex Casello a Vigodarzere: “Da emergenza abitativa a caso di ordine pubblico”

Dopo anni di degrado e di tensioni sgomberato dal Comune e restituito a Ferrovie l’ex casello di via Manzoni

“Ridotto a un rudere per colpa di chi non ha voluto integrarsi”. Il sindaco Adolfo Zordan non usa mezzi termini rispedendo al mittente, vale a dire a Ferrovie dello Stato, l’ex casello di via Manzoni. Lo stato di degrado della struttura è sotto gli occhi di tutti: qualche quintale di rifiuti portati in discarica; e ancora: barriere di protezione per porte e finestre così da evitare l’intrusione di altri soggetti che vivono d’espedienti.

Questa la fine del lungo e tormentato capitolo dell’ex casello concesso, cinque anni fa, a due nuclei famigliari per risolvere un problema di emergenza abitativa e trasformatosi, invece, in un caso di ordine pubblico per il comportamento di uno dei due nuclei assegnatari.

Il Comune di Vigodarzere ha, dunque, detto basta. “Abbiamo ereditato da parte di chi ci ha preceduto – afferma Zordan – una situazione esplosiva. Il gruppo di origine rom, alloggiato al pian terreno del casello nell’auspicio che si integrasse, è stato protagonista di fatti e comportamenti che hanno messo a dura prova le capacità dei nostri uffici nel trovare ogni volta una mediazione. Non hanno mai mandato i loro figli a scuola, come doveva essere nel loro impegno. Non hanno pagato per mesi i costi delle utenze, venendo addirittura arrestati per aver manomesso le condotte idriche ed elettriche. Ci hanno fatto spendere fior di quattrini per pulire i binari da coltri di rifiuti. E, da ultimo, come ringraziamento hanno spogliato la casa di tutte le suppellettili possibili”.

Zordan ha ringraziato i Carabinieri per il pressante lavoro di controllo che ha costretto il nucleo di origine rom, dopo gli arresti, a cambiare aria. Il casello è stato, dunque, è stato ripulito e restituito alle Ferrovie che lo abbatteranno a breve. “La vicenda – conclude Zordan – è l’esempio di come tanta superficialità nel concedere alloggi a chi non li sa o non li vuole mantenere diventa deleteria per l’ente. Se sommassimo l’importo delle ore perse del personale assieme a quello dei costi sostenuti per la struttura avremmo sicuramente realizzato degli alloggi nuovi”.

Nicoletta Masetto

 

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