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Parisotto: “Cittadella, fusione e giudice di pace, ancora non ci sono risposte” per Cavarzere

Il capogruppo della lista civica Tricolore lamenta una scarsa efficienza anche nella gestione del personale e nelle scelte relative alla manutenzione delle strade

Manutenzione non se ne fa, la tassazione è al massimo. Chi tra un anno e mezzo dovrà ereditare il posto del sindaco si troverà una Babele di problemi”.

Pier Luigi Parisotto, consigliere di minoranza di Cavarzere, non le manda a dire al sindaco Henri Tommasi, quand’è il momento di fare un bilancio dell’attività amministrativa dell’anno appena concluso.

Parisotto inizia dalla fine, ovvero dall’ultimo consiglio comunale di dicembre in cui sono mancate, a suo dire, risposte sul futuro della cittadella sociosanitaria: “Sono due anni che attendiamo il bando regionale e l’amministrazione, di fronte a una mia precisa domanda in merito, ha tergiversato ancora, con l’assessore Crocco che ha risposto in maniera generica e con il sindaco che non ha trovato di meglio che dire che il consiglio comunale non è un tribunale”. Altro tema spinoso, la fusione con Chioggia e Cona: “È un tema che ignorano– riflette Parisotto -.

A maggio 2018 la Camera di Commercio e altre associazioni di categoria hanno prodotto uno studio a riguardo e il Comune ha fatto spallucce. Oggi, ci sarebbe la possibilità di aggiornare quello studio, presentarlo in Regione e sottoporre la questione ai cittadini tramite referendum entro la fine della legislatura. Se la giunta facesse questo sarebbe un modo giusto per riparare alle proprie inefficienze. Però mi pare che dormano sonni tranquilli. Sarà un’altra occasione mancata di dare speranza a questo territorio”. “E non parliamo del giudice di pace – continua Parisotto -: siamo di fronte a un avvocato che non difende il servizio solo perché non riesce a mettersi d’accordo con i sindaci di Cona e Chioggia”.

E poi la manutenzione: “Finalmente per la prima volta danno il via ad alcune asfaltature e dove le fanno? In un paio di strade bianche e basta. Abbiamo l’imbarazzo della scelta per le strade arginali da sistemare”. Sempre in materia di strade, il consigliere torna ad attaccare sulla pista ciclabile di via Regina Margherita: “Concluso il primo tratto erano avanzati dei soldi e il sindaco ha ben pensato di non far proseguire la pista in centro, ma di portarla verso l’esterno, verso la periferia, verso casa sua”. Infine, una critica va alla gestione del personale: “Abbiamo 15-20 dipendenti che vanno in pensione e il Comune ne assume meno di un quarto di nuovi. E lo fa tramite mobilità, ciò significa che arriveranno persone mature che perlopiù vogliono avvicinarsi a casa, con pochi stimoli. Piuttosto che fare concorsi e investire su gioventù qualificata, digitale”.

Giorgia Gay

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