Home Veneziano Riviera del Brenta “Per il rilancio c’è il modello del Veneto Orientale”

“Per il rilancio c’è il modello del Veneto Orientale”

“Per fermare la moria di negozi in Riviera è necessario condividere una visione chiara ed una strategia costruttiva che coinvolga tutti i soggetti privati e pubblici del territorio”.

Per il coordinatore di Confcommercio Città e Riviera del Brenta Alessandro Biasiolo il 2020 deve essere l’anno decisivo per rilanciare il territorio lungo il Naviglio. E lancia una proposta. “Lo statuto della Città Metropolitana all’articolo 2 prevede – spiega – le cosiddette zone omogenee e richiama la legge Regionale 16/1993 che ha prodotto effetti estremamente positivi per il Veneto Orientale (con la creazione, ad esempio, del Vegal e delle intese programmatiche d’area): un modello istituzionale da studiare anche per la Riviera”.

Ma non solo. “Con il presidente Metropolitano di Confcommercio Massimo Zanon – continua Biasiolo – intendiamo promuovere, un tavolo operativo tra rappresentanze economiche, amministrazioni comunali, Camera di Commercio, Città Metropolitana e Regione per verificare fattibilità e modalità di una zona omogenea che possa utilizzare anche per la Riviera gli strumenti della Legge Regionale 16/1993”.

Confcommercio fa una analisi sulla chiusura dei negozi nel comprensorio. “La chiusura è causata non solo dalla concorrenza dei grandi centri commerciali, dal commercio elettronico e dal mutamento degli stili di consumo, ma anche – afferma Biasiolo – dall’assenza di una regia unitaria dello sviluppo commerciale della Riviera. Distretti del Commercio, Ogd, bandi camerali o regionali vanno nella giusta direzione, ma da soli non bastano. Ad esempio, i Distretti sono diffusi solo in 6 Comuni su 10 della Riviera, e anche l’Ogd (Organizzazione gesione della destinazione) faticherà a finanziare la promozione turistica se non arriveranno nuove risorse strutturali e non legate a singoli bandi. Occorre una regia unitaria e quanto fatto nel Veneto Orientale”. “E’ forse anche il caso – dicono in Confcommercio – di tentare una visione più costruttiva, provando a trasformare evidenti criticità in possibili opportunità. Da questo punto di vista, più che evitare le chiusure naturali di vecchi esercizi commerciali, dovremmo concentrarci sul facilitarne l’apertura di nuovi.

Allo stesso modo, le legittime proteste per gli aumenti delle tariffe autostradali verso Padova, proteste dovrebbero tenere conto che difficilmente il traffico pesante si sposterà in Riviera visti i tempi di percorrenza di quest’ultima. Per quanto riguarda invece i pendolari, ferma restando la criticità ambientale, potrebbero portare un po’ di movimento al sofferente commercio cittadino? In diversi se lo chiedono, occorre un ragionamento più complessivo”. Alessandro Abbadir

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