Home Padovano Piovese Processionaria del pino, via alla prevenzione a Piove di Sacco

Processionaria del pino, via alla prevenzione a Piove di Sacco

E’ scattato il piano di prevenzione per evitare gravi epidemie nelle piante

Il Comune, dopo l’emergenza della primavera di un paio di anni fa, ha già dettato le linee guida per cercare di contenere per tempo possibili infestazioni nella nuova stagione da parte del parassita al verde pubblico e privato, in particolare alle piante di aghifoglie.

Per quanto apparentemente innocua, le forme larvali di questi insetti possono avere possibili effetti negativi sulla salute delle persone e animali che risiedono e frequentano le aree interessate da tale infestazione, in quanto i peli dei bruchi sono urticanti e possono generare reazioni infiammatorie e allergiche cutanee, agli occhi e alle vie respiratorie, soprattutto in soggetti particolarmente sensibili. Come da non trascurare sono gli effetti sulla produzione e sopravvivenza delle stesse piante. Come è spiegato nell’ordinanza emessa dal sindaco Davide Gianella, questo è il periodo più indicato per un controllo attento della presenza sulle piante di eventuali nidi e per eventuali trattamenti endotropici agli alberi.

Le larve della “Thaumetopoea pityocampa” si nutrono degli aghi di diverse specie di pino e cedro. L’insetto compie un solo ciclo all’anno e le larve sono presenti a partire dal mese di agosto. Nei periodi più freddi si riparano all’interno di caratteristici nidi e una lotta efficace consiste nell’effettuare un attento monitoraggio, nei mesi autunnali, nelle aree in cui è stata riscontrata la presenza, al fine di individuare le piante colpite. In caso di presenza dei nidi, masse chiare presenti soprattutto all’apice dei rami più esterni e più alti, si dovrà provvedere, quando le temperature si abbasseranno ulteriormente, alla loro asportazione e distruzione.

E’ consigliabile rivolgersi a ditte specializzate, anche perché la procedura più efficace è bruciare i nidi con le larve. Da non commettere l’errore di smaltirli utilizzando il normale circuito di raccolta rifiuti: l’effetto di infestazione aumenterebbe a dismisura. L’ordinanza, oltre che nei confronti dei privati proprietari di un giardino, è rivolta anche agli amministratori condominiali. L’ufficio Ambiente del Comune è comunque a disposizione per qualsiasi chiarimento.

Alessandro Cesarato

Le più lette