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Scuola media, persa ogni speranza a Bottrighe “

 

Le direttive di legge guardano i numeri, ma i bambini non sono numeri. La scuola a Bottrighe c’è, c’è sempre stata, gli spazi pure”

Persa ogni speranza per la riapertura della scuola media a Bottrighe, che sarebbe tornata, secondo i piani del comune, sede staccata della “Marino Marin” di Adria per l’anno scolastico 2020- 2021. La giunta regionale ha bocciato la proposta, in quanto “per la riapertura- secondo il documento della Regione- non si tratta di una operazione di dimensionamento, ma l’attivazione di una succursale all’interno del medesimo comune per la quale non è prevista l’assegnazione di un proprio codice meccanografico”.

Si osserva altresì che “il Comune di Adria non ha tenuto in considerazione la consistenza della popolazione scolastica nell’ambito territoriale di riferimento, oltretutto gli studenti di Bottrighe e Bellombra frequentano da tempo la scuola media a Papozze, a soli sette chilometri da Bottrighe, con utilizzo del servizio di trasporto fornito dal quel comune”. Nel documento viene inoltre evidenziato un altro aspetto, ossia la progressiva diminuzione degli alunni delle classi della primaria “S. Giovanni Bosco”.

Per la non riapertura della media c’era molta attesa e speranza, rimane l’amarezza da parte del Gruppo Genitori Scuole Bottrighe, portavoce di settantacinque famiglie che attualmente hanno i bambini che frequentano la primaria nel plesso di via Don Minzoni. Fare proseguire il tratto formativo ai bambini del paese, che dalla materna si sono conosciuti, passando per la scuola elementare e concludendo il loro percorso di adolescenti con la media sempre a Bottrighe era considerato di vitale importanza.

“Sono state instaurate amicizie vere tra genitori– dice Mirco Frigato tra i portavoce- e la nascita di questo gruppo, per eseguire lavori di sistemazione e ammodernamento della scuola, ne è un esempio. Le direttive di legge guardano i numeri, ma i bambini non sono numeri. La scuola a Bottrighe c’è, c’è sempre stata, gli spazi pure, il Comune si era adoperato per rifare i bagni e renderli agibili, ciò significava che aveva a cuore la comunità e voleva ripristinare il servizio tolto anni fa”. “Con il nostro gruppo- conclude Frigato- stiamo sistemando anche il giardino grazie ad un bando del Csv di Rovigo e, con Legambiente, per valorizzarlo e renderlo unico nel suo genere”.

Bottrighe sta percorrendo la strada di ciò che è già avvenuto nel tempo in altri piccoli paesi, nemmeno Adria rimarrà immune. Triste realtà è il non sviluppo occupazionale del territorio che determina, purtroppo, l’invecchiamento della popolazione e di conseguenza un esile ricambio generazionale.

Roberto Marangoni

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