Home Rodigino Delta Veronese esclusa dalla presidenza del Parco, scoppia la polemica a Porto Viro

Veronese esclusa dalla presidenza del Parco, scoppia la polemica a Porto Viro

Gennari: “Niente contro l’eletto Gasparini, ma il metodo è sbagliato”

Ha lasciato un po’ di amaro in bocca la vicenda che ha portato alla nomina del presidente dell’Ente Parco Regionale Delta del Po Veneto, che ha visto l’esclusione della favorita alla presidenza, il sindaco di Porto Viro Maura Veronese, a favore di quello di Loreo Moreno Gasparini. E il consiglio comunale portovirese si è raccolto unanime attorno alla figura del sindaco, tralasciando per una volta le diatribe politiche.

L’occasione si è offerta con una interrogazione proposta dalla minoranza, e in particolare da Geremia Gennari, che del Parco è stato presidente diversi anni: “Un percorso scorretto e con molti punti interrogativi – ha esordito Gennari -. Si diceva che il presidente del Parco sarebbe stato il nostro sindaco ma a sorpresa di tutti ci siamo visti nominare da Zaia Moreno Gasparini di Loreo. Niente contro di lui, ma è il metodo a essere sbagliato, e il responsabile è l’assessore regionale Cristiano Corazzari che gestisce queste nomine”.

Gennari ha poi continuato nella sua analisi: “A settembre all’unanimità il territorio volle proporre la Veronese ma con la scelta di Loreo e l’esclusione di Porto Viro e Rosolina, Corazzari ha smentito il mantra della Lega dell’ognuno padrone a casa propria, nonostante lui per primo abbia detto di aver ascoltato i territori e coinvolte le comunità”. La smentita – sempre secondo Gennari “è ad arte perché c’è un disegno: il sindaco di Rosolina Franco Vitale era nella rosa ma è stato escluso perché molto probabilmente il direttore sarà un altro rosolinese, leghista attualmente in minoranza in consiglio comunale. In questi anni Corazzari ha steso un velo pietoso sull’attività del Parco; basti pensare che dal 2012 aspettiamo l’approvazione definitiva del Piano Ambientale da parte della Regione, non ancora avvenuta per colpa delle lobby della caccia”.

Anche per i consiglieri Ivano Vianello e Nicola Marineli si è voluto isolare Porto Viro da certe dinamiche, pur nella sua centralità e importanza in seno al Delta. Veronese ha risposto tracciando una cronologia degli eventi che si sono succeduti fino alla nomina di Gasparini: “Sette anni di commissariamento del Parco e decine di riunioni nell’ultimo anno per avere tre comuni rappresentabili nel direttivo: Porto Viro, Rosolina e Porto Tolle, con quest’ultimo accodatosi alla decisione nonostante all’inizio non volesse cedere la presidenza. Così, in una nota scritta trasmessa anche alla Comunità del Parco, abbiamo messo il mio nome e quelli di Vitale e Gasparini; potendo votare un nome soltanto i colleghi sindaci in Comunità fecero il mio, ma il verbale poi non venne trasmesso in Regione”.

“O i sindaci sono buoni interlocutori sempre o non lo devono mai essere – ha concluso Veronese –. Una vicenda malgestita, forse anche per fatti collaterali. Noi, il territorio, siamo arrivati alla votazione compatti. Dopo sette anni fermi, il Parco deve girare la chiave e accendere il motore; se non è ripartito dopo il MaB Unesco e dopo la filiera della Costa Veneta, probabilmente bisogna ripensarlo in veste nazionale anziché regionale”.

Fabio Pregnolato

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