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Adria: “Costretto a chiudere per un cavillo”

Brutto colpo per i buongustai: nonostante il successo chiude l’attività tra l’amarezza e la delusione di proprietari, amici, clienti. Ora la piadineria è tornata su quattro ruote come alle origini

La piadineria di Adria costretta a chiudere
La piadineria di Adria costretta a chiudere

Una piadineria, di quelle realizzate stile negozio, che funzionava, aveva il suo bel giro di clienti e stava regalando soddisfazioni ai proprietari, è stata costretta a chiudere a causa di un cavillo burocratico. Siamo alle porte di Adria, dove Luigi Gozzi e la moglie Elena Peliello avevano aperto questa attività, che nonostante la crisi che continua a imperversare in tutto il Polesine, stava dando loro molte soddisfazioni. La coppia aveva iniziato a vendere piadine nel 2011, utilizzando un rimorchio che piazzava lungo la strada statale collegante Adria a Rovigo.

Il nome dato a questa piadineria era “Il Carettin”, che un paio di anni dopo, essendo l’attività aumentata, era diventato “El Caretton”, visto che il rimorchio era più grande. Con questo giravano anche le fiere o si collocavano in prossimità di luoghi strategici della provincia. Il 27 ottobre 2017 la decisione di aprire una vera e propria piadineria, con la possibilità di mangiare comodamente seduti sul posto, oppure portare il cibo a casa.

Dopo 40 giorni però sono iniziati i primi problemi, legati all’agibilità dell’esercizio commerciale. Da questo momento in poi si va avanti a deroghe, fino a quando i proprietari dello stabile dove insisteva la piadineria hanno chiesto la chiusura del locale per inagibilità. Amareggiata la titolare Elena Peliello, alla quale è stato chiesto il pagamento di 8 mesi di affitti arretrati. I clienti e amici della coppia hanno comunque manifestato tutta la loro vicinanza, prendendo parte numerosi ad una festa, con tanto di fuochi d’artificio, nel corso della quale sono state offerte piadine e bibite a tutti quanti. Dispiaciute anche le figlie Gioia di 11 e Gaia di 8 anni, che sono cresciute con la passione delle piadine.

“Questo posto mi è costato 15mila euro di lavori – afferma Luigi Gozzi -, più altre migliaia di euro di avvocati, più i vari affitti. Mi dispiace perché l’attività funzionava molto bene: 400-500 piadine vendute a settimana”. La piadineria di recente è stata riattivata nel Carretton, tornando così alle origini.

Marco Scarazzatti

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