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Campodarsego: i residenti dicono no alle antenne

“Il nostro non vuole essere un gesto di ostilità, ma un invito a mettere al primo posto la salute dei cittadini”

Campodarsego. "No alle antenne"
Campodarsego: “No alle antenne”

Una quarantina di cittadini di Fiumicello, residenti in via Perlasca e zone limitrofe, ha firmato una diffida chiedendo con forza al sindaco Mirko Patron, di annullare la delibera dello scorso settembre, con la quale la giunta comunale ha autorizzato la costruzione di un’antenna telefonica di 28 metri per la nuova rete del 5G, nonostante Campodarsego non rientri tra i Comuni che faranno da apripista alla nuova tecnologia. La diffida, inviata anche a Prefetto e Sovrintendente ai beni ambientali del Veneto, precisa che l’antenna dovrebbe sorgere a soli 35 metri di distanza dalle abitazioni più vicine.

“Il pericolo per la salute riguarda il fatto di vivere a ridosso delle antenne – si legge nel documento –: ci chiediamo se il Comune abbia effettuato un’adeguata istruttoria riguardo l’uso della tecnologia e i possibili danni che le onde elettromagnetiche generate potrebbero procurare alla salute umana”.

La diffida prosegue ponendo l’accento sul fatto che sono i Comuni a stabilire dove installare i nuovi impianti di comunicazione: la legge prevede che siano gli enti locali a dotarsi di uno strumento urbanistico specifico quale il “Regolamento antenne”, al fine di evitare che siano i gestori delle reti di telecomunicazione, società commerciali a scopo di lucro, a usurpare poteri pubblici sul controllo del territorio e imporre al Comune la scelta del luogo.

“Si è appreso – scrivono i cittadini – che la società richiedente Wind Tre spa aveva inizialmente indicato, come sito, una porzione di terreno di proprietà del comune vicino alla palestra di Fiumicello. Il Comune si è subito opposto all’installazione in quel luogo e, senza specificarne i motivi, ha deciso di modificare il sito di installazione portandolo, dopo tentativi in altri luoghi, in via Perlasca. Visto che è già stato possibile spostare il luogo di ben 400 metri in direzione nord-est, non si comprende perché non possa essere fatto un ulteriore spostamento, in una zona in cui non ci siano quartieri densamente abitati, ad esempio nei pressi di zone industriali o in mezzo a terreni agricoli”. I residenti hanno invitato il Comune “ad adottare ogni possibile atto affinché sia impedita la costruzione dell’impianto.

“Il nostro non vuole essere un gesto di ostilità nei confronti di sindaco e giunta – puntualizza l’avvocato Marco Franceschetti a nome del comitato spontaneo di via Perlasca –, ma un invito a mettere al primo posto la salute dei cittadini. Confidiamo in un prossimo incontro chiarificatore con il sindaco Patron, il quale in passato si è dimostrato attento alle esigenze dei suoi concittadini”. Anche l’assessore al bilancio Anita Zandarin ha promesso ai rappresentanti del comitato un incontro per discutere del progetto.

“Vogliamo essere ottimisti – conclude Selena Toso, membro del comitato – e credere che si capisca che il prezzo dello sviluppo tecnologico non può essere la salute delle famiglie e dei bambini che vivono nei nostri quartieri”.

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