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Camposampiero: polemica per l’aumento dell’Irpef

L’assessore al Bilancio Luca Masetto: “Sappiano che è un provvedimento doloroso, ma è stata una decisione obbligata, non avevamo alternative”

Aumento dell’Irpef per salvare i servizi sociali. Questa la motivazione data dagli amministratori comunali nel procedere, nel corso del consiglio comunale di fine anno, all’aumento dell’addizionale Irpef municipale allo 0,8 per cento per tutti, escluse le persone con un reddito inferiore a 10.500 euro. Una manovra, per complessivi 526mila euro pari a un aumento medio di 43 euro a cittadino, ha sollevato polemiche e malumori visto che la pressione tributaria non aveva mai subito variazioni negli ultimi sette anni. A spiegare la decisione è stato, nel corso della seduta, l’assessore al Bilancio, Luca Masetto, che ha fornito anche gli aumenti corrispettivi.

“Sappiano che è un provvedimento doloroso, ma è stata una decisione obbligata, non avevamo alternative – ha motivato l’assessore –. Inoltre, non volevamo procedere con tagli radicali ai servizi per i cittadini. A farne le spese, infatti, sarebbero state le famiglie. Qualche esempio? Se non avessimo attuato tale variazioni saremmo stati costretti ad eliminare il trasporto scolastico che viene utilizzato da ben 360 ragazzi (il costo di 200mila euro viene coperto dalla tariffa per il 30 per cento). O ancora avremmo dovuto ridimensionare il sostegno assicurato alla scuola materna “Umberto I” (700 euro a bambino), al nido comunale (duemila euro a famiglia), alle società sportive, al mondo della scuola o degli anziani”. Sul piede di guerra l’opposizione consiliare. Durissima la presa di posizione dell’esponente del Carroccio, Sonia Dittadi.

“Per una famiglia con un reddito molto basso, 50 euro in meno possono fare una grande differenza, perché equivalgono a 18 chilogrammi di pane, 36 litri di latte o 190 uova, beni di prima necessità o, se non vogliamo parlare di pane, pensiamo che equivale all’abbonamento mensile del treno per andare all’università. Si tassano le famiglie già in pesante difficoltà. Tutto questo è inaccettabile”. Per l’assessore Masetto “non è vero che saranno solo i poveri a pagare di più: anche chi dichiarava un reddito di molto inferiore ai 75mila euro godeva di aliquote più basse come gli altri contribuenti. Ora, pagando tutti lo 0,8 per cento, anche i più fortunati saranno costretti a versare di più alle casse comunali”.

Questi, in dettaglio, alcuni esempi di aumenti previsto dalla nuova Irpef: chi dichiara 12.750 euro, dal 2020 pagherà 45 euro in più di addizionale comunale; chi ne guadagna 21.500 euro, pagherà 69 euro in più; chi 41.500 euro, 105 euro in più; chi 65mila euro, sarà costretto a versare 130 euro in più; chi arriva, nella denuncia dei redditi, a 87.500 euro dovrà versare al Comune 136 euro in più all’anno (circa il triplo del primo scaglione).

Nicoletta Masetto

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