Home Padovano Conselvano Conselvano: “Salviamo i negozi dei piccoli centri”

Conselvano: “Salviamo i negozi dei piccoli centri”

I sindaci di Bagnoli, Tribano e Agna chiedono la detassazione delle attività commerciali, meno burocrazia e interventi strutturali

Un grido d’allarme si alza dai piccoli centri della provincia, in particolare dal Conselvano: “salviamo le botteghe dei nostri borghi, non solo negozi ma anche realtà che svolgono una funzione sociale”. Negli ultimi anni l’emorragia delle attività commerciali, in particolare quelle di piccole dimensioni e a gestione familiare, non si arresta. Sono centinaia ormai le serrande abbassate, di ogni genere, e i centri storici si impoveriscono. Un trend accentuato, spiegano i commercianti, anche dalle nuove normative fiscali, dalla fattura elettronica ai nuovi registratori di cassa telematici, con un aggravio di costi proibitivo per chi ha una piccola attività commerciale. Roberto Milan, sindaco di Bagnoli, ha lanciato un appello, subito raccolto dall’Ascom di Padova che ha dedicato al problema uno specifico incontro, al quale hanno risposto numerosi amministratori locali.

“E vogliamo fare qualcosa per salvare il commercio di prossimità – afferma Milan – dobbiamo farlo subito, altrimenti fra qualche anno i nostri territori periferici saranno deserti, buoni solo come dormitorio. Un piccolo negozio che chiude impoverisce non solo l’economia ma anche le nostre comunità. Le botteghe dei piccoli paesi svolgono una funzione sociale insostituibile e danno identità ai nostri paesi. Quando un negozio chiude c’è una famiglia che perde una fonte di reddito ma anche una comunità intera che rimane senza un servizio. Un paese senza botteghe è destinato a morire: gli anziani non sanno dove andare, i giovani scappano, viene meno la vita sociale. Così ci troviamo con le famiglie che trascorrono il loro tempo libero chiuse nei centri commerciali”.

Che fare dunque? “Servono interventi come quelli messi in campo in Trentino – Alto Adige – continua il sindaco di Bagnoli – azioni che consentano di ridurre il peso della burocrazia e la pressione fiscale. Queste attività non sono paragonabili ai grandi negozi, quindi dovrebbe restare loro in tasca quel poco che guadagnano”.

Approfondisce questo aspetto Massimo Cavazzana, sindaco di Tribano: “Lo scontrino telematico sta portando alla chiusura di attività arrivate ormai allo stremo. In Trentino si assegnano invece contributi fino a 15 mila euro per i nuovi negozi e incentivi per quelli già esistenti. Andrebbero detassati anche gli affitti, introducendo una ritenuta fissa del 10 per cento in modo da rendere i costi di locazioni più abbordabili”. Analoga la posizione del collega di Agna Gianuluca Piva: “Ritengo urgente ed indifferibile una rapida revisione della normativa vigente sul fisco digitale, creando le condizioni di sostenibilità e di sopravvivenza economica per i piccoli negozi e per i commercianti onde evitare il progressivo impoverimento dei nostri paesi e delle periferie cittadine e lancio un appello a tutti i Sindaci della Bassa Padovana di unirsi in questa difficile battaglia che dobbiamo vincere”.

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